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La liberazione di Castion

seconda parte

La liberazione di Castion

seconda parte

Come preannunciato nel numero dello scorso agosto de “il Veses” si è completata la seconda parte del filmato che narra gli eventi che portarono alla liberazione del Castionese come ricordato dai giovani e giovanissimi di allora (aprile/maggio ‘45). Le loro – ventotto! – preziosissime testimonianze saranno il filo conduttore del racconto di quei giorni così vitali per la liberazione dall’occupazione nazista. Come già scritto, si tratta di storie “minori” ma pur sempre interessanti, anche perché presentano situazioni poco note o addirittura inedite.

Sabato 22 aprile alle ore 18.00 presso il teatro dell’asilo di S. Gaetano di Castion verrà proiettata l’opera completa che si compone di due parti: la prima si riferisce al periodo successivo all’armistizio dell’8 settembre 1943 e tratta dei rapporti che la popolazione intratteneva con gli occupanti, di come funzionavano le scuole, di come e dove ci si curava, delle deportazioni, degli agguati, degli eccidi, delle impiccagioni, del recupero dei paracadutisti alleati e di come i “vivaci” giovani di allora vivevano quei difficili periodi. A seguire l’inedita seconda parte che racconta le battaglie, le situazioni e gli eventi che portarono alla liberazione di Castion.

Le relazioni di Mons. Da Corte, dei partigiani del 7° Alpini e le testimonianze dei nostri giovani di allora hanno permesso la ricostruzione dettagliata e in gran parte inedita – che si è avvalsa anche di originali scene filmate – degli avvenimenti e situazioni di quei giorni e ore. Le varie collaborazioni con tanti amici che hanno donato il loro prezioso contributo, fra i quali il gruppo musicale “Les Magots”, e la scuola di ballo “The crazy legs”, hanno reso il filmato scorrevole, fruibile, e di sicuro interesse anche per le nuove generazioni.

Raccontare le oscenità di ogni guerra che ieri e come purtroppo ancora oggi continuano nella generale indifferenza è doloroso e angosciante ma rimane la speranza, o l’illusione…, che qualcosa possa cambiare.

«L’incomprensione del presente cresce fatalmente dall’ignoranza del passato.» (Marc Bloch)

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