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La Gita in Montagna

ecco l’opera di Alessia Venturi

La Gita in Montagna

ecco l’opera di Alessia Venturi

Incontriamo Alessia Venturi, classe 1990, che attualmente è tornata a vivere a Feltre, dopo trent’anni passati a Pedavena, dove di recente ha presentato il suo romanzo. Alessia ha studiato giurisprudenza a Trento e ora si occupa di consulenza del lavoro, ma ama la scrittura.

“La Gita in montagna” (Gruppo Albatros Il Filo, 2024) è una storia di cinque amici sulla trentina, che si sono conosciuti una decina di anni prima sulle montagne di Cortina. Il gruppo aveva pianificato una gita alle Cinque Torri, ma non è mai riuscito a realizzarla: crescendo, ognuno ha preso una strada differente. Questo il filo conduttore del romanzo, che porterà i personaggi a reincontrarsi. I protagonisti sono Carla, avvocato a Torino, Marco, maestro di sci a Courmayeur, Filippo, professore di liceo a Bologna, Mirco, poliziotto a Firenze, e Diana, cameriera in un rifugio a Cortina. Uno dei temi principali del romanzo è l’amicizia che lega questi ragazzi, che affrontano crisi e incertezze sul loro futuro, cercando conforto e sostegno l’uno nell’altro.

Quando nasce l’idea di scrivere il libro?
«A gennaio 2020, durante una giornata in cui ero un po’ giù. La mia amica Martina mi aveva suggerito di iscrivermi a un corso di scrittura per distrarmi. Anche se il corso non si è concretizzato a causa del Covid, ho iniziato a scrivere per gioco e Martina è diventata la mia prima lettrice. Ho scritto il primo capitolo e lei desiderava leggere il seguito. Ho continuato a scrivere per due anni, fino a completare il romanzo nel gennaio 2022. Dopo un po’ di esitazione, ho partecipato a un bando nazionale con la casa editrice Albatros, da cui ho ricevuto una proposta editoriale».

Qual è il messaggio principale che speri i tuoi lettori colgano dal libro?
«L’importanza dell’amicizia e il coraggio di fare delle scelte. Gli amici possono offrirci un supporto straordinario, però, anche noi dobbiamo fare la nostra parte per riuscire a realizzarci. Spero sia una lettura spensierata e rilassante, ma al contempo desidero che i lettori colgano l’idea che si può ottenere ciò che si desidera se si ha la forza di inseguire la propria felicità».

La parte più difficile della scrittura?
«Concludere la storia. Avevo due finali in mente ed ero indecisa su quale scegliere. In un certo senso mi sono fermata perché non volevo terminare il romanzo e separarmi dai miei personaggi. Un po’ come quando si legge un libro che ti dispiace finire. Ero, però, determinata a chiudere il romanzo e così, a gennaio 2022 ho messo mano al finale».

Le emozioni nel tenere in mano una copia del tuo libro pubblicato?
«Belle. Inizialmente non avevo realizzato l’importanza della pubblicazione: senza rendermene conto, ero stata travolta da un flusso di eventi. Ho interagito con diverse persone e ho gestito vari passaggi con l’editor e la grafica. Tuttavia, quando gli scatoloni con le copie del libro sono arrivati a casa, ho preso coscienza della realtà. Vedere poi all’interno del libro i disegni fatti da me, all’inizio di ogni capitolo, ha dato ancor più valore all’esperienza. Ho dedicato la prima copia a me stessa come gesto di gratificazione personale e per ricordarmi che con impegno e determinazione tutto è possibile».

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Questo articolo sarà disponibile per la lettura online a partire da

30/06/2024

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