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La Frazione di Agre

all'estremo nord del comune di Sedico

La Frazione di Agre

all'estremo nord del comune di Sedico

Nel dialetto locale l’agre è l’acero montano presente in quella località. Un tempo era qui che terminava il Bellunese e si entrava nell’Agordino. Il posto di controllo delle merci era chiamato La Muda perché si mudava (cambiava) territorio. Era detta di Agre per la località che si trova, di fronte, sull’altra sponda del Cordevole. Rame proveniente dalle miniere della Valle Imperina, carbone di legna, tronchi fluitanti sul Cordevole, animali che scendevano e generi vari che salivano da Sedico e da Belluno dovevano pagare il dazio al mudaro (il daziere). Oggi Agre si trova in comune di Sedico e La Muda in quello di La Valle Agordina. A far da confine è il Cordevole verso ovest e la Val Clusa a nord di La Stanga.
Un tempo per passare il torrente della Val Clusa, lungo la mulattiera per Agordo, c’era una passerella di legno detta la Balanca, dal latino (storpiato) palanca, localizzata di fronte ad Agre.

L’ambientazione
Agre si trova nel Parco Dolomiti Bellunesi e pure nell’area delle Dolomiti Unesco. È la porta nord per entrare nei selvaggi Monti del Sole che sono attraversati da sentieri richiedenti capacità da escursionisti esperti. Soltanto qualche sentiero è dotato di segnaletica (fondamentale con la nebbia). Interessante è quello denominato la Via degli Ospizi; unici inconvenienti la presenza delle zecche, di qualche vipera e, talora, di erba alta.
La Val Pegolèra
Un’escursione molto appagante, riservata però ad esperti, consiste nell’esplorazione della Val Pegolèra, che prende il nome dalla pegola, nome dialettale della pece che si ricavava dalle piante di pino silvestre, ivi tuttora numerose. Veniva poi inviata in botti a Venezia per impermeabilizzare barche e navi.

I monti
In fondo alla Val Pegolèra si stagliano splendide le Cime dei Ferùch. Da segnalare il Col dei Rem e la Punta delle Antenne, che ci ricordano le piante tagliate e fatte uscire dalla valle per ricavarne i remi e le alberature (antenne) delle galee veneziane.
La preistoria Nelle vicinanze di Agre e sul Colàz sono stati trovati i segni della frequentazione di sottoroccia, dove vivevano d’estate, pastori dell’età del Bronzo che probabilmente facevano parte dell’insediamento di Noal di Sedico (castelliere).

L’ospizio di Agre
Tra il 1139 e il 1148 alcuni agordini benestanti, di origini longobarde, donarono dei beni fondiari per far sorgere l’ospizio di Agre. Nel 1188 ne divenne proprietario il Capitolo dei Canonici (preti della Cattedrale di Belluno). L’ospizio era gestito da una piccola comunità, i cui membri appartenevano alla confraternita Fratres Sancti Martini (fratelli di San Martino) e facevano i voti di povertà, castità e obbedienza. La regola era che “i poveri e tutti in generale sono bene accolti e trattati, quanto al cibo, alle bevande, all’alloggio, secondo le possibilità dell’ospizio”.

Nel 1460 il Capitolo dei Canonici cedette alla neonata Certosa di Vedana anche l’ospizio di Agre e quando, nel 1591, tutta l’ospitalità dei viandanti venne concentrata nell’apposita foresteria della Certosa, l’ospizio fu trasformato in casa colonica e affittato, con l’obbligo di ospitare e rifocillare gratis i viandanti poveri.

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30/06/2024

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