800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

La fiaba del Palio

il drappo inedito nato dalle mani di Altan

La fiaba del Palio

il drappo inedito nato dalle mani di Altan

Q

uasi un messaggio in bottiglia, quello che è arrivato ad Aquileia: un messaggio che, personificato con la voce del presidente del Palio, Eugenio Tamburrino, offriva a Francesco Tullio Altan un drappo con 15 ducati d’oro da disegnare o dipingere per consegnarlo al Quartiere vincitore delle quattro gare che caratterizzano il Palio di Feltre, così come auspicato nell’accordo siglato nel 1404, quando la città si consegnò spontaneamente all’ambasciatore veneziano Bartolomeo Nani.

Quell’importante messaggio non si è perduto durante il percorso ma è arrivato puntuale tra le mani di Altan, il fumettista, vignettista e autore satirico italiano ma anche scenografo e sceneggiatore che, con entusiasmo, si è messo al lavoro.  Forse molte immagini si sono materializzate nei pensieri dell’artista che, documenti storici alla mano, ha cercato di farsi interprete di una tradizione che dura ormai da tanti anni e che molti altri artisti hanno reso indimenticabile nei modi più vari.

Quale scegliere per il drappo dei 15 ducati? Una personificazione, adattata all’evento, simile a Pimpa, la dolce cagnolina bianca con il manto a pallini rossi, creata per scherzo dalla fantasia dell’artista per la figlia Kika quando aveva soltanto due anni. Oppure, perché no, creare un Cipputi, l’operaio di sinistra rassegnato al suo sfruttamento, pensandolo ritratto in sella ad un destriero fumante, oppure quella del suo alter ego Italo, oppure ancora rievocare la quotidianità di Ugo e Luisa, una moglie amareggiata ed un marito apatico, magari facendoli sfilare in costume da Piazza Maggiore verso Pra’ del Moro?

Complesso l’abbinamento dei personaggi creati da Altan con la rievocazione del Palio di Feltre. Come coniugare, ad esempio, con la consegna delle chiavi della città a Bartolomeo Nani, oppure con lo svolgimento delle quattro gare o con la sfilata in costume, quella creazione del mondo di Trino, una complessa realtà che lascia trasparire una incredibile atmosfera di ironia?

Ipotizziamo che tutte queste sequenze, fotogramma per fotogramma, siano apparse nell’universo che muove la fantasia di Altan, così come l’attesa di conoscere la “realtà” del drappo 2023 ha certamente animato l’immaginario collettivo dei contradaioli, dando vita anche a personaggi di più ampio respiro come quelli che abbiamo conosciuto nelle storie brevi di “Ada e altre giungle” che ci conducono ad esplorare un universo di avventure esotiche, all’alba della seconda guerra mondiale. Ma no, questi temi non si addicevano a quello della manifestazione feltrina.

Non quindi i caratteri di un palcoscenico di personaggi dalle infinite sfumature che parlassero ora di un mondo corrotto, ora ferale, ora tragicamente comico. 

Neppure quel mondo satirico, descritto con aggettivi sarcastici, dominato a volte da timbri onomatopeici, animato da caustiche vignette ma che in definitiva, al di là della scarsa indulgenza che anima l’autore, rivela sostanzialmente una profonda e umana comprensione.

Il drappo disegnato da Altan, svelato quel sabato 29 luglio, ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, i segni tangibili di una genialità nota ma non scontata: ecco allora una Feltre quasi trasognata mentre lo sguardo del Panfilo materializza il castello di Alboino, illuminato da stelle e da un quarto di luna, lassù in alto, quasi a coprire con un alone di mistero i due cavalieri che, non sulla pista di Pra’ del Moro, ma quasi su una misteriosa scacchiera, incitano i loro cavalli protesi verso l’ambìto traguardo. Il tutto solidamente sostenuto (quale irrinunciabile base) dagli emblemi dei quattro quartieri.

E così oggi, forse, non è necessario chiedere all’artista:  “… mi racconti una fiaba?” Lui non ci risponderebbe:  “No. Ti racconto una balla così ti abitui”, perché certamente con quella tela ci ha già raccontato una delle più belle fiabe della storia del Palio di Feltre e noi gliene saremo infinitamente grati, perché il Palio è uno di più bei racconti in costume della storia della città di Feltre, vicina e lontana nel tempo.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.