Un tuffo nel passato per far riemergere nel presente i ricordi. Questo il sottotitolo dell’opera inedita “Ferrovia Bribano-Agordo, 100 anni di storia” a cura di Paride Basichetto con la partecipazione e la consulenza di Gianni De Vecchi. Una celebrazione dei ricordi sì, ma soprattutto il ritratto di uno spaccato di storia che ha contraddistinto il nostro territorio, in qualche modo condizionandone gli spostamenti, nel periodo tra 1925 e 1955.
Un’opera di indubbio “valore umano e sociale”, come giustamente recita la presentazione. «Un risultato, frutto di due anni di lavoro», spiega l’autore, che abbiamo già conosciuto anche attraverso le nostre pagine per diverse pubblicazioni fotografiche legate alla storia sedicense.
«A sua volta, è figlio di un lavoro decollato con la pagina Facebook “Sedico d’altri tempi”, capace – dalla sua nascita, nell’ottobre 2018, fino a oggi – di far crescere un gruppo di appassionati, che hanno messo a disposizione materiale fotografico inedito d’indubbio valore». Molte foto erano proprio dedicate alla tratta ferroviaria in questione che ha «poeticamente sorpreso» Paride Basichetto, tanto da convincerlo a pensare a una pubblicazione dedicata al manufatto che, a gennaio di quest’anno, ha celebrato il centenario dalla sua nascita.
«Dunque, ho cercato delle pubblicazioni sul tema in biblioteca, ne ho trovate molte di dettagliate sulle vie ferrate in generale o sulle zone interessate dalla tratta, ma nulla di specifico sulla Bribano-Agordo. Così, ho chiesto informazioni sulla pagina social, trovando subito riscontro: molti hanno fornito non solo ulteriore materiale fotografico, ma anche preziose informazioni, compresi i nominativi di alcune persone coinvolte in quel periodo».
«L’obiettivo – continua l’autore – era narrare la “umanità” alla ferrovia, non tanto ricostruire i dati tecnici, quanto la vita “vissuta” della ferrovia. Per questo ho preso contatto con le persone, tramite Messanger, in particolare gli allora dipendenti della Saif, di cui era proprietaria la Montecatini, e al contempo ho coinvolto il maestro De Vecchi per la parte storica, che ringrazio per la cura e l’attenzione dedicate».
Biografie delle persone e materiale fotografico sono dunque a cura di Paride, mentre Gianni ha curato l’approfondimento storico della tratta e delle zone interessate (come la Levada, la centrale di Sass Muss, la Calce Sois, ecc.). Un viaggio d’autore, dunque, tappa dopo tappa, dalla stazioncina di partenza e via via su, verso Agordo, toccando con mano il paesaggio e i suoi abitanti, con contenuti inediti che fanno rivivere “le nostre genti” come la casellante Elvira o Modesto col suo “caser” connotando il libro di umanità. Basta riportare le prime righe dell’introduzione per capirne la portata: “Realizzata per interessi produttivi … (la linea) conobbe gioie (dei viaggiatori estivi e di quelli diretti alla sagra di San Pietro) e sofferenze (di chi era costretto a emigrare o doveva andare in guerra)”. La pubblicazione, che vede il patrocinio del Comune di Sedico, è disponibile negli esercizi locali o consultando la pagina Facebook menzionata.