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La diga più alta del mondo

Vajont 1963 - Il nuovo libro di Paola Zambelli

La diga più alta del mondo

Vajont 1963 - Il nuovo libro di Paola Zambelli

Paola Zambelli, autrice bellunese, ha pubblicato un romanzo storico pensato per bambini e ragazzi, ma rivolto a tutti, dal titolo “La diga più alta del mondo. Vajont 1963” (Michael Edizioni).Una nonna misteriosa e una ragazzina curiosa sono le voci narranti che conducono la trama attraverso la vita, le amicizie, i batticuore all’ombra della diga del Vajont, promessa di lavoro e modernizzazione. Emergono anche i pregiudizi dell’epoca legati al ruolo delle donne e… al colore di capelli.

Non capivo perché quel ragazzo che conoscevo appena di vista – uno di quei tipi che probabilmente amava mettersi in mostra per aver vinto una prova di forza o una partita a pallone –, avesse preso di mira proprio me. «Le ragazzine dai capelli rossi sono pericolose» aveva insistito avvicinandosi e allungando una mano verso le mie trecce. […] «Quindi ti faccio paura», avevo azzardato sentendomi arrossire il collo, il volto, la fronte e persino le radici dei capelli. […] Rosso in volto anche lui, al pari del fazzoletto che portava al collo come vezzo, mi aveva ringhiato: «Tutti sanno che i capelli rossi portano sfortuna, pel di carota». Se solo avesse immaginato…

Alcuni interrogativi introducono la narrazione: “Perché la nonna è così misteriosa, talvolta taciturna e cupa, specialmente agli inizi di ottobre? Cosa accadde la notte del 9 ottobre 1963?” Nel mentre salivamo le scale in punta di piedi abbiamo sentito la casa tremare e tutte le luci si sono spente in paese. Ho immaginato che fosse il terremoto e non mi sono nemmeno sorpresa avendo sentito più volte la terra tremare su al Vajont durante l’estate. Inoltre, un terremoto dava senso al comportamento strano del micetto che sicuramente lo aveva percepito prima di noi. Le finestre del corridoio al piano di sopra guardavano proprio la valle del Vajont e il gigante di cemento che per un attimo è scomparso sotto la luna luminosa. In quel silenzio assordante una vocina interiore mi ha suggerito di fidarmi di Tino; ho chiamato Emma e le ho intimato di salire di corsa in soffitta.

La narrazione si sposta dal passato al presente per farsi attuale in occasione del 60° anniversario della tragedia. Tra una serie di vecchie foto la piccola Giovanna riconoscerà, in una bambina rivestita di fango col volto rigato dalle lacrime e con in braccio un gattino, lo stesso sguardo che ancora caratterizza nonna Mary. Darà una collocazione e un senso a nomi sentiti come quello di Tina Merlin, Bepi Zanfron, ma anche di Marco, Emma, Renato…
Soprattutto capirà finalmente che le stranezze della nonna non sono tali, bensì hanno un senso rilette alla luce della tragedia che ha vissuto.

Il finale, con la sua insperata svolta, sottolinea la capacità dei bambini di essere resilienti oggi come sessant’anni fa!

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