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La curva del caporàl

La curva del caporàl

Sei di Sospirolo se… conosci la curva del Caporal!
Parafrasare Facebook è quasi d’obbligo per una delle località sospirolesi il cui nome si tramanda oralmente da oltre un secolo. Ma se non la conosci, perché troppo giovane oppure originario da altri paesi, basta poco per saperne la storia: a narrarla è Giorgio Tosato nel suo libro “Un piccolo paese nella Grande Guerra. Sospirolo e le montagne del Canàl del Mis”, pubblicato nel 2018 a cura del gruppo Alpini di Sospirolo con la partecipazione del Comune e del Consorzio Bim-Piave. Un libro che dovrebbe essere presente in ogni casa di Sospirolo, per la minuzia di particolari con cui racconta la storia di famiglie e luoghi.

Innanzitutto la curva è facilmente individuabile: si tratta dell’ampio tornante – curva e controcurva – che si affronta circa a metà della lunga salita che porta da Camolino a Sospirolo, in prossimità dell’ecocentro.

Nient’altro che un tratto di strada che gira, “l’oltada del Caporal” o “il Caporal”, che fu teatro però di una tragica storia vera ambientata nel corso della Prima Guerra Mondiale. Protagonisti un caporale austriaco, il “sindaco” del paese Carlo Bacchetti, un vendicatore “ignoto” e… una ragazza. In quell’epoca, all’apparente libertà di governo lasciata ai locali si contrapponevano continue ruberie, devastazioni e violenze operate dalle truppe occupanti.

A pagarne le spese, come sempre, i più poveri, i bambini e le donne. E proprio una giovane donna, una ragazza, fu al centro delle attenzioni di quel Caporale che “la insidiò” vergognosamente. Nient’altro si sa o si dice: siamo ben lontani dai modi privi di pudore con cui Facebook, giornali e Tv ora trattano eventi simili buttandoli sulla pubblica piazza con morbosità di particolari.

Certo fu che il Caporale austriaco fu ucciso da “ignoti” in quella curva, probabilmente nell’estate del 1918, e che il “sindaco” Carlo Bacchetti difese coraggiosamente la sua gente, presentandosi lui solo davanti agli austriaci che chiedevano l’autodenuncia del colpevole. Per questa circostanza, oltre che per altri suoi interventi come la protesta per le violenze inflitte a dei contadini di Susin, brutalmente torturati, il sindaco venne messo in prigione.

E la ragazza? In assenza di informazioni, per lenire il ricordo della guerra forse ci si può prendere la libertà di pensare a un lieto fine romantico: il coronamento del grande sogno d’amore tra una graziosa giovane donna e un giovanotto innamorato, capace di fare qualunque cosa pur di proteggere con forza e consolare con dolcezza il suo tesoro più prezioso.

Alla “curva del Caporal” in ordinate casette colorate tra i fiori del prato ora ci sono le api che producono il miele.

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