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La concattedrale di Feltre

L'edificio e le opere d'arte

La concattedrale di Feltre

L'edificio e le opere d'arte

Una diocesi è tale se ci sono il Vescovo e una cattedrale. La diocesi di Feltre si estendeva nella Valsugana fino a Pergine e arrivava nel Primiero fino a San Martino di Castrozza dove esisteva una piccola comunità di monaci. Dunque Feltre ha la sua cattedrale, anche se vicende recenti la definiscono concattedrale. Il fatto di trovarsi fuori dalle mura cittadine procurò ad essa qualche guaio nelle varie guerre che si succedettero fino ad un rovinoso incendio durante la guerra cambraica del primo decennio del Cinquecento; ostinatamente però i Feltrini la riedificarono sempre nello stesso luogo.

Antiche memorie dicono che qui sorgesse un tempio dedicato ad Apollo, il dio pagano del sole. Suggestivo è il fatto che proprio negli scavi antistanti l’edificio (anni ’70 del Novecento) sia stata trovata una statua in marmo pario dedicata ad Esculapio, figlio di Apollo. L’incendio del Cinquecento risparmiò solo l’abside che, con la sua tessitura muraria in pietra e i finestroni gotici, fu giustamente rispettata dai costruttori successivi.

Secondo l’architetto Alberto Alpago Novello (in “Archivio Storico di Belluno, Feltre e Cadore”, settembre-ottobre 1939) “da scavi ed assaggi eseguiti nella Cripta provanti che qui esistevano costruzioni romane, come del resto anche nelle immediate vicinanze della Cattedrale, fa ritenere che in questo luogo sia sorta la prima Edicola dedicata a San Pietro dal Vescovo San Prosdocimo che nel 1° secolo evangelizzò Feltre”.

Studiosi successivi non credono che Prosdocimo fosse discepolo di San Pietro, tuttavia, sotto il pavimento attuale, la cripta ne conserva altri più antichi fino ad uno strato romano. Alpago Novello continuava parlando di una “evangelizzazione probabilissima data la posizione di Feltre situata lungo la grande arteria militare Claudia Augusta, che dal porto di Altino era stata pochi decenni prima aperta e recentemente sistemata fino al Danubio.
L’edicola venne sostituita da una vera Chiesa probabilmente nel secolo IV dopo l’Editto Costantiniano” che riconosceva la libertà del culto cristiano. La cripta fu conservata ed è tuttora accessibile scendendo sotto l’abside.

La chiesa di San Pietro abbonda di opere d’arte, tra le quali si possono citare quadri di Pietro Marescalchi e sculture di Francesco Terilli. Infine non si può dimenticare il magnifico organo, costruito nel 1767 da Gaetano Callido, perfettamente funzionante dopo il recentissimo restauro.

L’ampiezza dell’aula centrale, le cappelle delle ali laterali e la luminosità degli ambienti danno un senso di accoglienza e di pace a coloro che ne varchino la soglia.

TURISTI AL DUOMO
Mi chiamo Anna, ho diciotto anni e sono una studentessa del liceo linguistico “Dal Piaz”. Quest’estate ho deciso di svolgere la mia esperienza di pcto con l’associazione “Il Fondaco”. Ho prestato servizio presso il Duomo di Feltre, quindi durante i weekend accoglievo i turisti e li portavo a visitare la concattedrale, raccontandone la storia, qualche aneddoto e mostrando loro qualcosa che amo particolarmente, come il presbiterio disassato o l’altare della Madonna della Misericordia. Grazie al Fondaco ho approfondito la storia sulle mura della città di Feltre. Infatti, lungo le mura dalla parte del Duomo, sono stati installati due pannelli che raccontano le modifiche che sono state apportate dal Medioevo al Rinascimento per renderle più sicure. È stata un’esperienza arricchente sia dal punto di vista culturale sia da quello sociale perché mi ha aiutato a capire come interagire con i turisti. Ho ampliato le mie conoscenze, documentandomi in base alle domande dei turisti. Ho superato anche un po’ la mia timidezza e mi sono cimentata nell’uso di altre lingue, come l’inglese e il francese. Consiglierei l’esperienza a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco e di condividere la sua passione per l’arte, la storia e la cultura della città.
Anna Casagrande

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