Nascosta tra la vegetazione, a due chilometri dalla piazza principale di Lentiai, si trova la piccola chiesetta di San Donato che risale al 1529, ma si pensa sia molto più antica, probabilmente di epoca longobarda. Adiacente alla chiesetta vi è un piccolo eremo che si dice sia stato frequentato da eremiti agostiniani prima, da frati del terzo ordine di San Francesco poi.
Nel 2006, grazie alla cooperazione tra Soprintendenza delle Belle Arti e Diocesi di Vittorio Veneto, è stato possibile eseguire un accurato restauro, riportando gli affreschi che circondano l’intero perimetro all’aspetto quattrocentesco. Di pregio anche l’altare ligneo e il paliotto di cuoio di epoca seicentesca. Nell’occasione anche l’eremo è stato riportato in vita e tutt’oggi è possibile soggiornarvi contattando il parroco di Lentiai. L’eremo si sviluppa su due livelli ed è stato dotato di tutto il necessario nel rispetto della sua destinazione d’uso senza cancellare il suo passato e la sua storia.
Si può vivere un’esperienza intensa a contatto con la natura e semplicemente con l’essenziale. Riascoltare la voce della natura e i suoi silenzi senza il rumore di sottofondo in cui siamo inconsapevolmente immersi. All’inizio può spaventare, ma poi si riuscirà ad apprezzarne il valore e gustarlo. Chi ha provato l’esperienza, è uscito sicuramente diverso. Una prova non facile, ma che una volta iniziata, permette di ritrovare sé stessi, il proprio passo e la propria dimensione dove il tempo e lo spazio perdono di consistenza e resti solo tu a contatto con l’immensità.