A Sospirolo nasce il parco fotovoltaico nell’ex cava. Il progetto “Le Masiere” punta sull’energia condivisa. Un’ex cava destinata a trasformarsi in un impianto fotovoltaico al servizio del territorio. Succede a Sospirolo, dove Sevin, società del gruppo Azzalini, ha avviato il progetto “Le Masiere”, una Comunità energetica rinnovabile (Cer) che punta a produrre e condividere entro pochi mesi energia pulita tra famiglie, imprese e realtà locali. Un investimento già realizzato di circa 1 milione e 180 mila euro che si traduce nella promozione di modelli energetici basati sulla produzione locale di energia rinnovabile, sulla condivisione dei benefici e sul coinvolgimento diretto delle comunità.
Impianto fotovoltaico da 999 kWp su area recuperata
L’intervento prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 999,18 kWp su un’area di 13.265 metri quadrati, recuperando uno spazio precedentemente utilizzato come cava in località Masiere, da cui il progetto prende il nome. La produzione stimata supera 1,08 GWh di energia elettrica all’anno, con oltre il 60% dell’energia destinata all’autoconsumo condiviso all’interno della comunità energetica. Secondo il progetto, l’impianto consentirà di evitare l’emissione di circa 647 tonnellate di CO₂ ogni anno e potrà coinvolgere fino a 500 utenze domestiche e 25 imprese.
Crowdfunding per la realizzazione dell’impianto
Per finanziare la realizzazione dell’impianto, Sevin ha scelto una campagna di crowdfunding, che terminerà ad agosto, attraverso la piattaforma Ener2Crowd, coinvolgendo investitori interessati (anche con un importo minimo di 300 euro) a sostenere un progetto che unisce rendimento economico e impatto positivo sul territorio. Il tasso di rendimento annuo base lordo è del 9,5% per una durata di 48 mesi. Obiettivo è raggiungere 500.000 euro, il target minimo è di 100.000 e la messa in funzione è prevista entro fine anno.
«Una scelta che riflette la natura stessa delle Comunità energetiche: costruire la transizione ecologica coinvolgendo direttamente cittadini e investitori nella produzione condivisa di energia rinnovabile», spiega l’avvocato Giorgio Azzalini, che sottolinea l’aspetto del beneficio locale collettivo, valorizzando l’autoconsumo collettivo e riducendo la dipendenza energetica da fonti fossili. «Si tratta di un inizio: abbiamo modelli efficaci in territori vicini, come a Bad Gastein in Austria, dove tra i risultati pratici consentiti c’è ad esempio l’attivazione del treno elettrico. Naturalmente perché tali progetti siano efficaci bisogna essere in molti, in una logica di economia condivisa e sostenibilità ambientale».