800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

La casina alla Fornace

Posizione amena, aria saluberrima

La casina alla Fornace

Posizione amena, aria saluberrima

Una tappa obbligata per chi da Cesio, Arson, Lasen e Villabruna si recava a Feltre. È la “Casina alla Fornace”, edificio antico e storico riprodotto anche su una vecchia e rara cartolina postale. Questa è datata 1912, ma certamente risale a prima del 1905, da quando poi vennero stampate le immagini con possibilità di indirizzo e scrittura; infatti prima di allora il messaggio veniva scritto proprio sulla fotografia, come su quella pubblicata. Il luogo doveva essere molto frequentato, come illustrato sulla cartolina che mostra i clienti all’esterno e una “villeggiante” alla finestra del primo piano. Il testo è simpatico: “Casina alla Fornace sulla via Feltre Villabruna, posizione amena aria saluberrima, camere ammobigliate pei signori villeggianti”. Edita da soc. editrice cartoline di Torino, fu spedita, con francobollo da 5 centesimi, da tale Gino a Amedeo e Amelia Zennaro di Venezia San Polo.

Si ricorda che nella “Casina”, sulla cui facciata si leggeva la scomparsa scritta “Vendita vino alla Fornace”, ogni camera, con pavimenti in tavole di larice ancora presenti, era dotata di una stufa, ovviamente in mattoni; ne resta solo una oramai storica ma intonacata lunga 120 cm, larga 30 cm ed alta 120 cm collegata ad un grande camino, che poteva bruciare pezzi di legna lunghi oltre 1 metro!

Ovviamente la “Casina” deve essere stata coeva delle ancor più antiche fornaci di Villabruna visto che è interamente edificata in mattoni con fregi e cornicioni; a Feltre una simile è la casa ex “Ferrazzi” ora consorzio agrario.

Dai ricordi dell’attuale proprietario Silvano Mussoi, che con la defunta sorella Maria l’ha ereditata dal padre Domenico ex fuochista, per decenni la gestione era a cura della madre Maddalena Zatta del ceppo “Stramin da Ton”, gran cuoca e ostessa capace.

L’osteria è stata per decine di anni punto obbligato di sosta e ristoro per quelli che, immancabilmente, ogni martedì da Cesio e frazioni, da Arson e Lasen e da Umin e Villabruna si recavano al mercato a Feltre. La visita durava l’intera giornata, trippa al “3 Corone”, qualche ombra (anzi tante), arrivavano alle Fornas nel pomeriggio un po’ ebbri (non c’era l’alcoltest, per fortuna!) e continuavano giocando alla “Morra”. Nel 1954 il cav. Ugo Luciani della nota Birreria con altri appassionati propose di realizzare un campo di bocce e “balinet” che ebbe subito successo. All’esterno sono ancora presenti gli anelli ove venivano parcheggiati asini, cavalli e muli, vi erano pure ferri sporgenti per consentire la pulizia degli scarponi. A tal proposito, fra i tanti simpatici aneddoti, ricordiamo la gara tra Angelo Gris di Lasen e “Bepi Mote” che misero in palio il primo il mulo Marco, pericoloso e noto perché morsicava, il secondo la casa; sembra che la partita sia finita in pareggio e abbondantemente festeggiata a suon di “medi litri”!

Ora la gestione è affidata al giovane Enrico Dalla Marta, un “bocia” cortese, simpatico, come le sue due belle collaboratrici ed è ancora punto di sosta come ai tempi antichi. Rimane il centenario glicine sporgente chiamato “descantabauchi” visto che in molti vi battono la zucca, ma è un valore aggiunto in quanto storico.
Purtroppo una nota triste: il lungo rettilineo antistante stimola la guida a velocità elevate e sono almeno sei le vittime di incidenti; vista la presenza della fabbrica di laterizi, non sarebbe male pensare ad una rotatoria, lo spazio c’è, la volontà in itinere.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.