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La Casa Feltrina ai Solivi di Fastro

La Casa Feltrina ai Solivi di Fastro

L’insediamento dei Solivi si sviluppa armoniosamente lungo le curve di livello di un versante montuoso, all’altezza in cui sgorgano delle sorgenti d’acqua trasformate in fontane/abbeveratoi al servizio dell’uomo e degli animali. Dal nucleo originario le abitazioni venivano costruite per aggiunta di volumi, sfruttando il muro di confine con quelle già esistenti per risparmiare materiali ed energia, dando così origine a dei meravigliosi complessi architettonici a schiera (fino a 60 metri di lunghezza!). è particolarmente interessante notare l’omogeneità di questi manufatti, dovuta all’utilizzo generalizzato di materiali locali e di tecniche costruttive tramandate oralmente, ma allo stesso tempo anche la loro vivace eterogeneità, frutto delle capacità tecniche personali, delle sensibilità individuali e del loro modo di innestarsi su un canovaccio generale. A valle degli edifici, esposti al sole (da qui il nome) si trovano i cortili comuni che assumono una forma allungata, vero e proprio spazio di aggregazione dove si svolgeva la vita della comunità, in un intreccio fra attività lavorative (agricole, pastorali, artigianali e boschive, in base allo scorrere delle stagioni), familiari (cura dei bambini e degli anziani), riti sociali e religiosi.

I Solivi di Fastro sono uno straordinario esempio di aggregazione di case rurali ‘alla feltrina’, caratterizzate da collegamenti verticali ed orizzontali esterni al volume principale, posizionati sul lato esposto al sole e realizzati in legno. La casa feltrina, abitata allo stesso tempo da persone e animali domestici, si caratterizza per un volume allungato dove trovano spazio da un lato l’abitazione vera e propria (al piano terra la cucina e la cantina, ai piani superiori le camere da letto) e dall’altro la porzione agricola (al piano terra la stalla, ai piani superiori il fienile/essiccatoio). Ai Solivi questa tipologia risulta ancor più accentuata dall’aggregazione in linea di diverse unità, creando organismi architettonici di notevoli dimensioni, in cui gli spazi e le destinazioni d’uso si intersecano in un mosaico di cucine, stalle, camere da letto e cantine con una fluidità straordinaria, che trasmette al primo impatto tutta la sua vivacità e bellezza.

Questa modalità di aggregazione funzionale accompagna e asseconda le dinamiche sociali della comunità che ha realizzato tali edifici: le famiglie condividevano non solo i cortili, comuni per definizione, ma a volte anche le stanze interne, la cura dei figli e degli anziani, gli strumenti e gli attrezzi di lavoro.

L’elemento più caratterizzante è, non solo per la funzione che svolge ma anche per l’aspetto decisamente affascinante, il ballatoio in legno (piòl) con le scale esterne. Entrambi sono realizzati in legno e sembrano arrampicarsi sulle facciate esposte al sole, diventando non solo passaggi di collegamento, ma anche spazi utili al lavoro agricolo, come ad esempio per l’essiccazione dei prodotti coltivati.

I Solivi di Fastro sono stati zona vocata alla produzione di vino, come denota il numero di cantine ancora presenti. Il paesaggio agricolo era quindi disegnato dalla viticoltura, di cui oggi rimangono numerosi relitti ma anche qualche nuova coltivazione ad opera di giovani del luogo.

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