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La bici ecologica in trasferta

da Trichiana a Colle Umberto per alimentare un’emittente

La bici ecologica in trasferta

da Trichiana a Colle Umberto per alimentare un’emittente

Tutti ricorderanno l’albero di Natale acceso a pedali dalla Pro Loco di Trichiana, la prima volta all’inizio del periodo natalizio, la seconda volta alla Vigilia. Un supporto di legno, una vecchia bici, un alternatore e qualche vigorosa pedalata sono state sufficienti per illuminare in un modo speciale ed ecologico il Natale e gli spettatori accalcati a godersi lo spettacolo, che è riuscito a far sentire il suo eco ben oltre piazza Toni Merlin. «Si tratta di un’idea nata per caso durante una serata nella nostra sede associativa, mentre si parlava del più e del meno», racconta Davide De Bona della Pro Loco di Trichiana. Non se l’aspettava nessuno ma, tra un post su Facebook, un servizio al telegiornale e una storia di Instagram, l’idea del gruppo ha fatto furore.

Così, la locale Pro Loco viene contattata dalla Pro Loco di Colle Umberto, nel trevigiano, volenterosa di aderire in un modo originale all’iniziativa nazionale “M’illumino di meno”, istituita per sensibilizzare al risparmio energetico da Caterpillar e Rai Radio 2, e in programma per il 16 febbraio, Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili. Durante la prima quarantena da covid-19, la Pro Loco di Colle Umberto decise di fondare Radio Caldaia, una web radio locale utilizzata dal Sindaco per comunicare con i cittadini e dal gruppo locale per intrattenere le persone chiuse in casa. Un progetto che è rimasto in essere fino ad oggi.

L’idea del gruppo è stata proprio quella di accendere la radio a pedali, con la bicicletta di Trichiana. La piazza del Comune trevigiano è stata riempita anche con altre bici con piccole dinamo attaccate al copertone, che hanno visto diversi atleti delle squadre ciclistiche locali alternarsi per illuminare lo spazio pubblico a giorno. Un Comune molto legato alla cultura ciclistica, che ha dato i natali nel 1984 a Ottavio Bottecchia, primo vincitore italiano del Tour De France nel 1923.

«Sicuramente non ci aspettavamo questa richiesta, è stato un piacere per noi arrivare con la nostra idea oltre il Passo San Boldo. Da lì è nata anche un’amicizia e legame con un’altra Pro Loco, che è la cosa più importante» conclude Davide. «Un aneddoto simpatico: quando ci hanno chiamati per avere la bici in prestito, avevamo appena finito di smantellarla e abbiamo dovuto rimontarla daccapo.»

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