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Kalus Von Lorenz

Claudio De Lorenzo di Pedavena: un bagno di cultura che dura da 83 anni

Kalus Von Lorenz

Claudio De Lorenzo di Pedavena: un bagno di cultura che dura da 83 anni

Raccontare Claudio De Lorenzo non è un esercizio semplice. La sua personalità è talmente ricca di spunti che per raccontarli tutti non basterebbe un numero intero. Sicuramente è un uomo fuori del comune, basti parlare del suo eccezionale stato fisico, mantenuto praticando giornalmente il nuoto in maniera intensa. Si definisce di razza “bastarda” austro-ungarica, sloveno italiana, un mitteleuropeo, un uomo un po’ filosofo, un po’ sociologo, un po’ inventore, un po’ poeta, un po’ musicista, un po’ sportivo, un po’ collezionista, che ha girato l’Europa per conoscere le genti, ma «non le persone standard, ma gli ultimi, gli analfabeti, questo per capire la cultura locale. I più grandi filosofi che io ho incontrato in Sicilia sono stati i pastori analfabeti!».

ESULE FIUMANO
Esule fiumano di padre italiano, madre sloveno-austriaca, scappato alla nascita con la famiglia nel 1942 e rifugiato a Gorizia, sopravvissuto per miracolo, per due volte stava per essere buttato in foiba a Gorizia: la prima volta fu salvato da una pattuglia americana, poi, nel Carso, gli misero una bomba a mano nei giocattoli: «Io gioco con mio fratello con la bomba a mano, ma un vicino di casa passa e ce la ruba, due minuti dopo “BOOM”, sei morti a terra! Vivo per miracolo. Questo perché la mia famiglia era fascista, mio padre era vice podestà a Fiume».

FORMATO NELLA CULTURA AUSTRO-UNGARICA
Seguendo il padrino, che era stato incaricato di aprire nel 1954 la Olivetti a Vienna, si trasferì nella capitale in un contesto molto articolato grazie alla presenza di russi, americani che ancora occupavano l’Austria, di sovrapposizioni e miscele culturali incredibili. A 12 anni frequentava una classe multietnica e razziale con giudaici, austriaci, russi, ungheresi, turchi, immerso nella sopravvissuta ricchezza multiculturale del tramontato impero austro-ungarico che raggruppava oltre 12 etnie e lingue diverse. A Vienna ha seguito scuole come l’accademia musicale e di scienze fermentatorie, poi in Germania si è specializzato in scienze alimentari: Università che gli hanno permesso di fare anche il ricercatore al centro di biochimica “Max Planck Institutes” in Germania.

AMBASCIATORE DEL LAGO DEL CORLO
Claudio si interessa di turismo: «Il vero turismo è di chi va a ricercare le culture dell’altro». Con questa passione, frequentando il lago del Corlo per scopi natatori, si è offerto di fare da guida ai turisti in una maniera non standard, ma approfondendo le notizie storico geografiche della nostra zona. Ha partecipato a diverse fiere in Germania, scrivendo anche su riviste specializzate locali. Spiegava l’importanza di Feltre con il transito dei mercanti che andavano a Venezia al Fondaco (dall’arabo “Al fonduq” che significa “Albergo”) e lì si incontravano con le culture medio orientali. Spiegava inoltre non solo l’architettura dei palazzi dei nobili, ma anche quella rurale, con i “pioi” e le case a schiera dove, alla casa del nonno, si appoggiava quella del figlio e poi del nipote. Ci porta una serie di esempi di come spiegare turisticamente il territorio. Claudio sostiene che è fondamentale insegnare agli operatori turisti il sistema antropologico.

TI VEDO DI BUON UMORE
Durante la chiacchierata, Claudio passa da un argomento all’altro, non è semplice seguirlo. Curioso di medicina, ci spiega la “teoria umorale”. Concepita da Ippocrate di Coo, rappresenta il più antico tentativo, nel mondo occidentale, di fornire una spiegazione eziologica dell’insorgenza delle malattie, superando la concezione superstiziosa, magica o religiosa. Secondo la teoria, un eccesso o una deficienza di uno qualsiasi dei quattro fluidi corporei presenti in una persona (sangue, bile gialla, bile nera e flegma), noti come umori, hanno un influsso diretto sul suo temperamento e sulla sua salute. Scienza che è sopravvissuta dal Cinquecento a.C. fino a cent’anni fa in tutta Europa. Tutto questo perché? Per spiegare ai visitatori le reliquie ossee dei santi Vittore e Corona! A questo proposito, spiega il detto “Ti vedo di buon umore” «che non centra col ridere, ma rivela che sei alzato con il piede destro, altrimenti saresti un linfatico, o un bilioso».

LO STRETTO DI MESSINA A NUOTO
Nella sua carriera lavorativa, arriva anche nello stabilimento della birra Messina e si ferma 20 anni. Lì si inserisce bene nella società tanto che è chiamato scherzosamente Klaus von Lorenz. Claudio rimane affascinato dalla filosofia soprattutto dei tanti operai analfabeti, dei veri saggi, conosciuti in fabbrica. Sollecitato dai locali a partecipare all’evento storico della vittoria contro i Mori (Turchi), si inventò di attraversare lo stretto di Messina a nuoto assieme ad alcuni altri “pazzi” (16 km in 4 ore e mezzo). Nel 1984 questa attraversata ebbe risonanza internazionale con 42 atleti provenienti da tutta Europa. «A spiegare le correnti dello stretto erano i marinai pescatori del luogo che le conoscono benissimo», ricorda.

CLAUDIO IL SOCIOLOGO
Dopo l’ultima esperienza lavorativa presso la birreria Pedavena, va in pensione e si interessa di sociologia e della tridimensionalità dell’essere umano, scrivendo anche dei saggi scientifici. Spiega, infatti, che biologica, culturale e lussuosa sono le tre basi che influenzano il nostro comportamento. Chiude con un insegnamento: «l’importante è avere l’incontro con altre culture e senza la tabella davanti di chi comanda in quel momento!».

CLAUDIO IL COLLEZIONISTA
A Pedavena, nella sua casa, ogni stanza parla della sua vita: in una trovi una collezione di strumenti musicali che ricordano quando faceva il liutaio. In una altra apparecchi per la diffusione della musica di ogni epoca; ma il bello viene quando si fa visita al laboratorio con gli strumenti di lavoro: li ci si può perdere in mille professioni.

Tutti ora siamo curiosi di sapere domani di cosa si interesserà Claudio!

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