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Ivan Gaio

Ultimo saluto a “Baio” un riferimento per la comunità

Ivan Gaio

Ultimo saluto a “Baio” un riferimento per la comunità

Villabruna. Era stimato e amato da tutti per le sue semplicità, disponibilità, grande professionalità nella grande famiglia delle “PenneNere” e, in particolare, nel numeroso gruppo di quei volontari, uomini e donne, che fanno parte della Protezione civile, sempre pronti ad intervenire in ogni occasione, senso di solidarietà e comunità; era uno dei “mejo”. Parliamo di Ivan Gaio, da tutti chiamato “Baio” perché le origini della famiglia partono dal Lamonese, esattamente da Arina, borgata Gai. Il padre Olivo Gaio, infatti, si trasferì da giovinetto in quel di Villabruna; con la moglie Elda abitava in una casetta a lato della Val di San Martino, a metà strada con la frazione di Grum di Villabruna.

Da tempo Ivan – che, a soli 52 anni, lascia la moglie Cristina Sanson e i piccoli figli Davide e Luca – lavorava alla Piave Maitex, dove era parimenti stimato. Dopo la “naja” si iscrisse subito al gruppo alpini di Lasen, dove sin da giovane aveva tanti amici; per tanti anni è stato una colonna della Protezione civile, diventando responsabile di squadra e seguendo decine di interventi, esercitazioni e corsi di aggiornamento. A Villabruna e nell’intero Feltrino sarà ricordato per sempre quale uomo onesto, generoso, coraggioso e disponibile, ma anche come grande papà e nonno.

La tragedia
Venerdì 14 gennaio, attorno a mezzogiorno, i vicini hanno visto uscire fumo dalla baracca-laboratorio del suocero. I Vigili del fuoco di Feltre purtroppo erano impegnati a Santa Giustina per un incendio similare e sono così intervenuti quelli di Belluno con naturali ritardi risultati fatali.
La moglie Cristina ha pensato di chiamare Ivan, il quale si è precipitato a Farra nel luogo dell’incendio e con quel coraggio che lo ha sempre contraddistinto e, nonostante l’accorato appello di non entrare, ha impugnato un estintore ed è entrato nella baracca. Qui è stato il suo il suo tragico errore, il monossido di carbonio lo ha stordito immediatamente e l’incendio, corroborato dall’ossigeno, si è velocemente sviluppato, investendolo.

L’estremo saluto
Mercoledì 19 gennaio non c’era un parcheggio libero né in centro paese né presso il cimitero. Molti hanno parcheggiato sui prati circostanti ed erano oltre trecento i partecipanti al funerale di “Baio”, con la cerimonia celebrata sul sagrato per la prevista massiccia partecipazione, con chiusura delle strade.

Presenti ovviamente i tanti amici e paesani; molte, anzi tantissime, le tute gialle della Protezione civile, gli Alpini con il labaro sezionale e ben 27 gagliardetti dei gruppi, vessilli della cavalleria e della fanteria, rappresentanti dei Carabinieri. Grazie all’impegno del bravo Loris Turrin, la mesta cerimonia è stata trasmessa in streaming e vista anche in Australia dalla figlia Valentina. Vicinanza è stata espressa anche dal Comune di Feltre e in particolare dall’assessore Adis Zatta, per cause di forza maggiore impossibilitato a presenziare, ma vicino alla famiglia.

Struggenti e commuoventi le parole d’addio soprattutto della moglie Cristina che hanno rigato di lacrime il viso dei presenti, compreso chi scrive, commossi nel vedere i due giovani bambini Davide e Luca abbracciati alla mamma. Ivan si sentiva pure papà e nonno delle figlie della moglie, Viola e Valentina, e delle tre nipotine delle quali era orgoglioso.

La santa messa, celebrata dal parroco don Lucio Pante, è stata accompagnata da un coro misto che ha proposto il “Signore delle cime” di De Marzi, l’Ave Maria e per finire il saluto con il silenzio suonato da una valente trombettista.

A fine cerimonia il ricordo di vari rappresentanti e della moglie, poi il lungo corteo, mesto e silenzioso, ha raggiunto il cimitero con la bara portata nel lungo percorso a spalla dai suoi amici. Il suo capogruppo in cimitero ha consegnato il capello alpino alla moglie, che lo ha posato sul figlio Davide (Baietto). Insieme hanno a lungo abbracciato la bara, con grande commozione dei presenti, tanti, commossi e silenti. Alla chiamata “Alpino Gaio Ivan” tutti hanno all’unisono risposto: «Presente!». “Baio” rimarrà per sempre nei cuori di noi tutti, lo meritava. Arrivederci alpino “Baio”!

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