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ITALIANITà in SUDAMERICA

un valore sentito e coltivato. E quanta bellunesità!

ITALIANITà in SUDAMERICA

un valore sentito e coltivato. E quanta bellunesità!
ITALIANITà in SUDAMERICA

Ambasciatori delle tradizioni canore delle nostre terre, in sette componenti del Coro Oio, siamo ritornati organizzando una tournée in Sudamerica, per reincontrare le comunità che ci avevano ospitato nelle altre tre precedenti trasferte effettuate nel 1997, 2000 e 2011. Capitanati dai due “Senatori” Remo Monego (presidente del Coro) e Guido Giazzon, il primo paese visitato è stata l’Argentina.

A Buenos Aires, abbiamo avuto l’onore e il piacere di cantare durante la messa domenicale nella cattedrale metropolitana di Buenos Aires, chiesa madre dell’arcidiocesi di Buenos Aires, già sede episcopale dell’attuale papa Jorge Bergoglio. Sempre a BsAs non è mancata una visita alla gelateria “Cadore” in Avenida Corriente, fondata nel 1957 dalla famiglia Olivotto di Cibiana di Cadore, inserita da National Geografic tra le dieci migliori gelaterie al mondo. In attesa del gelato, abbiamo cantato “La bella del Cadore” e “Cadorina” in onore dei nostri conterranei. Arrivati alla cassa, ci ha salutato Elisa Zangrando, parente dei titolari, che con commozione, in perfetto dialetto bellunese, ci ha detto “Mi son de Vodo de Cadore”.

Non poteva mancare un omaggio a un altro grande bellunese: Francesco Pellizzari di Sospirolo (1856-1931) che nel 1906 si aggiudicò la costruzione del grande Teatro Colón.

A Rosario, di fronte al grande fiume Paranà, la Famiglia Veneta del nostro compaesano Sergio Zanin, originario di Formegan, ha organizzato una serata-concerto con il Coro di Rosario (già ospitato a S. Giustina) e degli Alpini.

Dopo una sosta alla “Cataratas” di Foz do Iguaçu, è iniziata la nostra visita alle comunità riograndesi nel sud del Brasile. Vicine ad Erechim, nelle città di Viadutos e Jacutinga, visitate nel 2000, il gruppo culturale “Taliani Contenti”, trascinato dall’eclettica Odete Soccol, e il “Coro la Montanara”, da Ires Terezinha Pezzini, ci hanno accolto con grande calore. Il ricordo del Coro Oio delle precedenti tournée è molto vivo. Si reincontrano persone, si stringono mani, si allargano abbracci e “strucòi”, si canta. Qui lo spirito italico dei discendenti italiani si percepisce incredibilmente in ogni gesto, parola, canzone: è radicato nella cultura di vita. Ci stupiamo? No, perché è lo stesso clima già riscontrato nelle precedenti esperienze; stupisce invece come venga permeato anche alle neo generazioni.

Visitiamo anche São Valentim, gemellato con Santa Giustina. Ad Erechim, ospiti della famiglia locale dei Bellunesi nel mondo, conosciamo, grazie a Rino Budel vice presidente dell’Abm, Gertrudes Reolon Castilhos, Agente Consular Honorària, e la presidente Marìlia Dal Zot Dutra. Ancora donne in cima alle istituzioni amministrative e cultura, che rappresentano l’italianità in questa parte del mondo: dirigono e spingono le varie associazioni con grande professionalità, ma soprattutto con passione e cuore. Che forza!

A Caxias do Sul i nostri appuntamenti sono con la grande famiglia Vedana a Flores da Cunha gemellata con Sospirolo. Qui si respira “tanta Valle del Miz”! Le origini dei Menegolla, dei Mioranza, dei Vedana, degli Argenta sono scolpite in ogni sasso, cippo, monumento.

Quanta “bellunesità”, progredita in efficienti aziende e iniziative economiche. In tutto il sud del Brasile si respira un vero “effetto Nord-Est” di imprenditori veneti che, anche a 12 mila km di distanza, danno seguito a un Dna che non sbaglia: infaticabili lavoratori, trasformati in illuminati imprenditori.

Seguono concerti, interviste, dirette radiofoniche ed in streaming in vari palinsesti che promuovono la cultura italiana.

In molti ti dicono: «Mi go i vostri CD del Coro Oio, li meto sule trasmission de cultura ‘taliana, qua i ve cognos tuti; vui siè de i nostri!». Infine la grande Festa da Uva a Caxias, visitata da centinaia di migliaia di turisti. Clima popolare italiano da brividi! Ovunque si respira Italia. La sfilata conclusiva nelle vie del centro è un incanto. Tutto parla italiano: dai carri allegorici agli attori, le colonne sonore di canzoni popolari italiane, dai colori bianco-rosso-verde proiettati dai grandi fari sulle comparse e sui palazzi. Ma l’orgoglio di essere bellunesi tocca l’apice quando vediamo un corpo di ballo che, interpretando i “Matazìn” del Comelico, accompagnano i carri e le Regine della Festa, e sono i protagonisti del “desfile”. Sono lì davanti a noi, grazie alla diffusione della cultura delle maschere di montagna che il grande Gianni Secco ha portato anche in questo angolo del mondo!

Un grande bagno di italianità salutare per noi, ma che farebbe bene a tutti. Come? Basta comprare il biglietto aereo, al resto ci pensano loro: i Taliani!

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