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“Insieme”: una mostra per raccontare una comunità

dall’8 luglio a fine agosto a Valmorel

“Insieme”: una mostra per raccontare una comunità

dall’8 luglio a fine agosto a Valmorel

Al Centro culturale “Al Vejò” di Valmorel, dal mese di luglio, si apre una mostra interessante che nasce da un’idea: contribuire a preservare la storia di una piccola comunità e, soprattutto, mantenere uno sguardo verso il futuro. Il desiderio, quindi, è quello di raccontare un luogo inteso non solo come spazio fisico, paesaggio, ma come ambiente pulsante di vita, ricco di relazioni umane, di nuove esperienze e di nuove prospettive.

Il titolo è significativo: contiene la parola INSIEME, che sta a indicare la comunità, e la parola SEME, che rivela che ciascuno di noi porta agli altri il proprio seme di diversità. I protagonisti sono persone che hanno scelto Valmorel e un nuovo stile di vita: la scelta di un futuro fatto di nuove prospettive, nuovi ritmi, dove ci si riappropria del tempo e si stabiliscono relazioni umane pregne di significato.

Alessandro e Ilaria, lui giardiniere, lei cristalloterapeuta. Hanno scelto di vivere a Navenze, in armonia con la natura nella quale far crescere il piccolo Elia. Alice e Alessandro curano un allevamento dove le vacche vivono in maniera naturale, sempre libere. Un luogo dove proporre anche incontri, mercati, laboratori artigianali. Francesca e Luca hanno il desiderio di far crescere la figlia Alice in un luogo tranquillo, in mezzo alla natura, con gli animali. Anna e Simone, ancora in fase di innamoramento di questi luoghi, hanno conosciuto Valmorel grazie all’esperienza di wwoofing, un movimento globale che ha lo scopo di riconnettere le persone alla terra grazie alla condivisione volontaria dell’agricoltura biologica. Simone ha vissuto e lavorato per l’azienda agricola “I boschi del castagno” dove Isabella ed Eugenio, anch’essi provenienti da altre realtà, sono ora ben integrati all’interno della comunità.

Natalie e Giacomo hanno restaurato la casa dei nonni, in Valpiana. Sono entrambi laureati in scienze forestali ed hanno aperto un B&B dal nome simpatico: “Il formigher”. Gabriele, dopo trent’anni di lavoro in città ha deciso di cambiare genere di vita e, dopo un’esperienza come wwoofer, ha comprato casa, da lui definita “la casa degli spifferi”. Ed ancora Fabio e Donatella da Vicenza. Hanno acquistato casa a Laste e Fabio ha realizzato il sogno, che aveva fin da bambino, di aprire un allevamento di galline. Nicoletta e Nicola, con i figli Adele e Martino, si dedicano alla panificazione utilizzando farine di grani antichi. Si prefiggono di coltivare loro stessi i cereali.

La gentile Daniela ha lasciato la città per scegliere di vivere in un luogo bello che permette di ritrovare la propria interiorità. Roberto, zaino in spalla, ha chiesto ad ogni famiglia se ci fossero case in vendita. Ora abitano in Valpiana. Ed infine Sandra e Alessandro che hanno pensato di coltivare zafferano ed hanno la passione delle rose antiche.

Alcune foto ritraggono gli abitanti di questo paesino di montagna, foto di gruppo degli anni passati che testimoniano momenti di festa e di aggregazione sociale. Ogni comunità sente il bisogno di raccontare la propria identità attraverso le testimonianze, poiché così facendo si crea la storia e si struttura la memoria. La memoria vive attraverso le persone e i luoghi in cui si racconta, aiuta a ricostruire il contatto con il passato, a renderlo prezioso. E Valmorel come ogni luogo abitato, vissuto da uomini e donne, ha una memoria da scoprire e da conservare con riguardo.

Le foto in bianco e nero attuali sono dei fotografi Giovanna Roncada e Loris De Barba che hanno scelto di spingere l’osservatore a vedere oltre, a fotografare l’anima dei protagonisti e a riconoscere l’atmosfera che circonda la foto. La posa fotografica è spontanea, curata, ma sembra arrivare con naturalezza da momenti di dialogo e di convivialità. Ai ritratti fotografici si aggiunge la voce dei protagonisti che hanno raccontato le loro storie e la loro filosofia di vita in articoli raccolti nella rivista “Il Veses”, presente in mostra. Le foto sono accompagnate da didascalie che riportano frasi significative delle interviste.

La mostra è ospitata “Al Vejò” e sarà aperta tutte le domeniche a partire dall’8 luglio, giorno dell’inaugurazione.

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