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Indian village

L'affascinante viaggio dei nativi americani

Indian village

L'affascinante viaggio dei nativi americani

Io ho visto
Il fulmine sprigionarsi da Ovest
L’Oca delle Nevi volare da Nord
L’Uccello Cardinale librarsi da Est
L’Aquila venire da Sud
Tutti danzavano nel cielo
Discendendo per toccare la terra.
Molti danzatori in una grande danza.

È una splendida poesia di un poeta Lakota- Sioux tra i più rappresentativi della cultura dei Nativi d’America. Me la legge Alessandro Laganà, fondatore, presidente dell’associazione e guida del Museo Indian Village a Valmorel, un’incantevole e soleggiata frazione di Limana. Mi lascio travolgere dall’entusiasmo e dalla competenza di Alessandro che mi mostra il Museo pensato per rappresentare l’affascinante storia delle Nazioni Nativo-Americane, sia del passato che del presente. E non parlo di Nazioni a caso, ma è interessante sapere che, cosa unica al mondo, i popoli tribali dei Nativi americani possiedono lo status di Nazione.

Ma da dove deriva questa grande passione per questi popoli?
Alessandro mi racconta che da ragazzino all’Università di Padova ha assistito ad un incontro tenuto da un Nativo, fra i primi ad essere arrivati in Europa a raccontare la sua storia. Da allora è nato l’interesse per questo tema, ha saccheggiato le librerie della città ed ha imparato, grazie alla competenza delle sorelle dott.sse Busatta, fra le altre cose consulenti per l’allestimento medioevale del castello di Zumelle, a distinguere le informazioni vere da quelle frutto di stereotipi presentati dalla cinematografia e dai fumetti. Chi di noi, per esempio, non ha mai creduto che “tatanka” significhi “bisonte”, quando in realtà la definizione corretta è “pte”, o che i meravigliosi copricapi piumati appartenessero a grandi capi indiani e non invece a coloro che avevano contribuito al benessere della comunità di appartenenza?

Ci soffermiamo davanti alle vetrine che espongono oggetti, tutti originali, del popolo Lakota. Osservando una pipa, oggetto sacro per tutti i popoli indiani, Alessandro mi narra un mito affascinante: “ Una donna, la dea Whope, è stata mandata sulla Terra dal Grande Spirito a consegnare una pipa sacra di pietra rossa a due cacciatori perché la portassero al loro villaggio e la usassero per comunicare con il Creatore. Ella promise di tornare per portare le sacre Cerimonie che avrebbero consentito al popolo di vivere in pace . Quando alla fine se ne andò, si trasformò in un bisonte bianco (pte-win )”. Bisogna sapere che il bisonte per i Nativi è sacro, quello bianco ha un’importanza ancora maggiore.

Il ruolo della donna
Questa storia mi permette di chiedere quale sia il ruolo della donna presso questi popoli ed è con piacere che vengo a sapere che le donne hanno rivestito presso molti popoli dei Nativi una grande autorevolezza. Un’altra storia irochese racconta che la Donna del Cielo ha portato in dono sulla terra le tre Sorelle: il mais, il fagiolo e la zucca che i Nativi hanno imparato a coltivare assieme; il mais come tutore per il fagiolo e la zucca ai piedi delle altre due piante per mantenere umida la terra. Le donne irochesi avevano le chiavi dei raccolti ed avevano potere decisionale su molti aspetti della vita del villaggio. Anche la danza del Sole, una danza sacra che dura alcuni giorni, fa riferimento fra le altre cose al parto ed il ciclo femminile viene considerato così potente che la donna, in quei giorni, non può toccare nulla e viene isolata dagli altri. La saliva della donna mestruata veniva utilizzata per curare le malattie della pelle. In quei giorni la donna veniva identificata con l’orsa, animale considerato come una farmacia ambulante e del quale veniva utilizzata quasi ogni parte del corpo.

Alessandro è così avvincente che avrei ancora moltissime cose da raccontare, ma preferisco invitarvi a visitare questo scrigno di tesori e a godere dell’inarrestabile entusiasmo del suo fondatore. Il Museo è aperto tutto l’anno, tranne il lunedì e il martedì, e propone, su richiesta e previa prenotazione, visite guidate e laboratori didattici. L’edificio, inoltre, è dotato di vari servizi quali il punto di ristoro, la biblioteca, il bookshop. La sala espositiva viene anche utilizzata per mostre temporanee ed eventi culturali che riprenderanno senz’altro dopo il periodo di interruzione dovuto alla pandemia. Ne sono sicura, la magia ed il fascino degli Indiani d’America emozionerà anche voi!

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