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Incontro con Nico Piro

Ospite a Gron il 25 aprile

Incontro con Nico Piro

Ospite a Gron il 25 aprile

La pace. «Parlarne sui media è considerato impopolare. Si è imposto il “pensiero unico bellicista” che vuole convincerci come l’unica soluzione accettabile sia alimentare la guerra, considerarla inevitabile, perfino giusta. Il bellicismo avvelena il dibattito democratico. Nella logica della guerra si santifica l’alleato e si costruisce il nemico». È quanto ha affermato il giornalista Nico Piro, ospite a Gron di Sospirolo il 25 aprile in un appuntamento organizzato da Camera del lavoro di Belluno, Anpi, Brigata Pisacane Anpi, Emergency, Libera, Studenti in rete e coordinamento provinciale Pace & Disarmo.

Inviato del Tg3, negli anni si è occupato di aree di crisi e zone di guerra, cercando di dar voce a chi non ha voce. Ha dedicato molto del suo lavoro all’Afghanistan, paese che ama in modo particolare. Da inviato televisivo realizza decine di reportage ogni anno. Nel 2014 è in uno degli ospedali di Emergency in Sierra Leone, a documentare la battaglia contro l’epidemia di Ebola, virus invisibile che divora le persone al loro interno. La collaborazione con questa associazione è per il giornalista un punto fermo, così come Gino Strada rappresenta una figura di riferimento: «Un uomo che aveva la capacità di guardare lontano, di vedere cose invisibili agli altri, o che gli altri consideravano irrealizzabili se non persino inutili, superflue».

Sposa il pensiero di Strada anche sul tema della guerra, considerata un male assoluto. «Sembra impossibile riuscire ad abolirla, ma la pace dipende da ognuno di noi, dalla nostra forza e determinazione. Ciascuno di noi è chiamato a fare la differenza, ogni nostro piccolo gesto può formare un mosaico che può cambiare il mondo. La guerra non è un male necessario dall’alto valore morale come vogliono farci credere. Piace a chi non la conosce, a chi la guarda da lontano. Di certo non a chi imbraccia un fucile per la prima volta e viene mandato a morire al fronte. La pace, al contrario, è la condizione necessaria per vivere in prosperità. Non è un intervallo tra una guerra e l’altra, pertanto ce ne dobbiamo prendere cura e diffonderla in tutti i settori».

Non manca una riflessione sul 25 aprile: Piro afferma che la memoria è come un muscolo che va allenato. Il rischio, invece, è che venga dispersa o, peggio ancora, travisata e negata, quando invece andrebbe fatta vivere.
«È quello che temeva Primo Levi, il quale nel suo libro “I sommersi e i salvati” indaga lo strumento della memoria: meraviglioso, ma fallace. È necessario ricordare come esista una parte giusta della storia e che la parte sbagliata era quella dei campi di concentramento, della persecuzione e della guerra».

Nico Piro ha anche un suo blog denominato “Tashakor”: «Una parola dettami spesso dal popolo che, forse più al mondo, ha l’idea di ospitalità è una parola di origine araba che viene usata in Afghanistan per dire: “grazie”».

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30/06/2024

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