Quando il cuculo e le tre civette hanno spiccato il volo c’è stato uno spontaneo battito di mani delle emozionate persone presenti. È stata la fase conclusiva dell’inaugurazione del Centro recupero animali selvatici (Cras) della provincia di Belluno “Villa Zuppani”, situato proprio nei pressi della villa a Pasa di Sedico (da cui prende il nome), avvenuta la sera del 24 luglio.
Il Centro è stato realizzato grazie alla collaborazione fra la Regione del Veneto (che ha finanziato l’iniziativa), l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario-Veneto Agricoltura e la Provincia di Belluno.
Taglio del nastro ufficiale, dunque, per la struttura del Cras, in realtà già attiva da alcuni mesi, che si prodiga per l’importante attività di salvaguardia della fauna selvatica e della biodiversità sul territorio bellunese. L’obiettivo primario è quello di curare e recuperare gli animali trovati feriti o in difficoltà e poi rimetterli in libertà, come avvenuto per i quattro volatili liberati a Pasa al termine dell’evento. Se invece l’animale non può tornare libero, viene tenuto presso il Cras o in altri centri di recupero.
Le attività di recupero e cura
Le principali attività sono quelle di recupero del selvatico sull’intero territorio provinciale, di competenza del Corpo di Polizia provinciale, e quelle di cura presso il Cras “Villa Zuppani” delegate alla struttura dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario. In base alla normativa vigente, gli animali selvatici in difficoltà, feriti o debilitati, vengono presi in carico dagli agenti di Polizia. Attualmente in provincia il Corpo è composto di 27 unità e risponde dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30, martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17,
(basta chiamare il numero 0437 959227); in ogni caso, il servizio è garantito anche in altri orari e il sabato e la domenica chiamando i numeri di emergenza. Gli agenti seguono il protocollo operativo per gli interventi su fauna selvatica già in essere dal 2021, coinvolgendo la Riserva alpina di caccia, come da regolamento provinciale, ma se la specie del selvatico esula dalla quelle indicate nel protocollo e le condizioni sanitarie lo permettono verrà conferito al Cras, solo dopo il parere del veterinario convenzionato.
La nascita del Cras e i lavori alla struttura
Per capire come si arriva a oggi, si deve citare la delibera di giunta 501 del 6 maggio 2024 con cui la Regione ha approvato l’accordo di collaborazione con la Provincia di Belluno e l’Agenzia veneta per la realizzazione del Cras, la cui gestione operativa (manutenzione, sfalcio del verde, custodia giornaliera dei selvatici, oltre a attività veterinaria, direzione sanitaria e gestione dei farmaci, tra gli altri impegni) è delegata a quest’ultima. Per tutte queste attività la Regione ha previsto un contributo annuo di 50 mila euro (cui nel 2024 si sono sommati circa 7.000 euro a carico della Provincia). Durante la seconda metà dello scorso anno, sono iniziati i lavori di manutenzione ordinaria necessari a ripristinare il Cras “Villa Zuppani”, inattivo da circa sei anni. I lavori, effettuati dall’Agenzia con alcune ditte specializzate, hanno visto il ripristino di strutture presenti quali recinzioni, voliere, palizzate, magazzino. In questa prima fase di avvio si è vista la collaborazione con il Cras di Treviso in modo da acquisire un know-how gestionale. Nei primi mesi di quest’anno il Cras di Sedico ha già preso in carico 50 esemplari di volatili, di cui otto sono stati già liberati, oltre a sei giovani capi di ungulati.
La celebrazione
Molte le autorità presenti all’inaugurazione; coordinati da Roger De Menech, sono intervenuti Carlo De Paris per il Comune di Sedico, il presidente della Provincia Roberto Padrin e la vice Silvia Calligaro, il prefetto Antonello Roccoberton, il commissario del Parco Ennio Vigne, il presidente del Fondo comuni confinanti Dario Bond, Gianluca Fregolent e Renato Palazzi di Veneto Agricoltura, il presidente della Polizia provinciale Oscar Da Rold, Gianpaolo Bottacin e Silvia Cestaro per la Regione del Veneto.