Procediamo piano nell’erba alta. «Avanti così, un paio di metri… no, un po’ a destra!». Dalla radio arrivano le indicazioni, mentre sopra le nostre teste il ronzio del drone si sente appena. Davanti a me, Davide sposta l’erba col piede e mi fa segno di avanzare. «Eccolo qua!». È molto più piccolo di come me lo aspettavo, bellissimo e indifeso, immerso, così pare, in un sonno profondo. Solo quando Davide e Adelino piantano la palina di segnalazione che si sono portati appresso, il cerbiatto apre gli occhioni, pur rimanendo fermo immobile.
Da qualche anno la riserva di caccia di Trichiana sta portando avanti un progetto per il salvataggio dei cuccioli di capriolo che molto spesso vengono uccisi o mutilati dalle lame durante lo sfalcio dei prati. Nel 2026 c’è stato un importante passo avanti in quanto la Provincia di Belluno ha concesso in comodato d’uso per sei mesi un drone termico, permettendo così il monitoraggio durante tutto il periodo dello sfalcio e non soltanto sporadicamente come avveniva precedentemente.
Invitata dal vicepresidente Maurizio Barp a vedere sul campo le operazioni, ho avuto modo di approfondire il lavoro che c’è dietro e di acquisire alcune informazioni direttamente dal presidente Raffaele Riposi. Inizialmente è stata fatta una riunione con tutti gli agricoltori e alcune associazioni di Trichiana per chiedere la disponibilità a collaborare. Agli agricoltori è stato chiesto di avvisare prima di cominciare con lo sfalcio e alle associazioni se c’erano persone disponibili a dare una mano nella ricerca e nella messa in sicurezza delle bestiole. Le adesioni sono state pressoché totali e hanno permesso di svolgere un ottimo lavoro.
Operazioni di ricerca all’alba
Quando l’agricoltore decide dove e quando iniziare il lavoro, avvisa i volontari che il mattino di buon’ora si recano sul posto. Il drone termico è molto sensibile al calore, quindi è col fresco che si riesce a operare meglio. Uno dei due associati, abilitati all’uso di questo strumento, lo fa volare sopra il prato utilizzando la termocamera. La presenza del cerbiatto è evidenziata da una macchia bianca che spicca nel grigio dell’erba. Passando alla modalità video, l’operatore può verificare se si tratta davvero di un cerbiatto o di un altro animale. Essendo lo schermo del telecomando del drone piuttosto piccolo, viene collegato a un monitor così da permettere a tutti i presenti di aiutare nell’individuazione di eventuali macchie.
La messa in sicurezza dei cuccioli
Una volta appurato che si tratta di un piccolo, alcune persone si recano sul posto, guidate via radio. Localizzato il cerbiatto, gli viene piantata accanto una specie di bandierina che permette poi all’agricoltore di individuare la zona e chiamare chi di dovere per mettere in sicurezza l’animale.
Dal primo maggio alla data di stesura dell’articolo (20 giugno) 136 ore di volo del drone hanno permesso di individuare quasi un centinaio di femmine gravide prima dell’inizio dei parti. Da quando sono cominciate le nascite, circa metà maggio, i capriolini scoperti sono stati 92, di cui 65 messi in salvo assieme a 13 piccoli di cervo. Altri si trovano nei prati che attualmente sono ancora da falciare.
A questo progetto stanno collaborando 19 volontari tra cacciatori, membri della Pro loco e appassionati di natura mentre gli agricoltori coinvolti sono 27. Il progetto è supportato da vari enti, alcuni dei quali sono intervenuti sul campo per testare la bontà degli interventi. Sono stati presenti Roger De Menech, dirigente provinciale, Silvia Calligaro, consigliere regionale, e Antonella Labate, biologa e collaboratrice di Fondazione Una. Il metodo di lavoro è stato mostrato anche nei comuni di Limana, Sedico e Ponte nelle Alpi.
Per approfondire, leggi anche: Liceo Dal Piaz di Feltre terzo in Italia nel 2025, Spazio 32036: un luogo per i ragazzi di Borgo Valbelluna, Turismo in crescita nel Feltrino: i dati del 2025.