Torna la fotografia anche nell’edizione 2025 di Camminando Festival. Esperienze, sensazioni, emozioni. Giovedì 12 giugno al Palazzo delle Contesse di Mel alle 18.30 si inaugura “Immenso Blu”, la spettacolare mostra che per la prima volta in Veneto propone una selezione di immagini tra le più significative e d’impatto che il fotografo-alpinista Manrico Dell’Agnola ha scattato durante la spedizione Antartide 2020.
“Immenso Blu”, attraverso le foto e un docu-film, racconta la storia di una spedizione che ha visto protagonisti Gianluca Cavalli, Marcello Sanguineti e Manrico Dell’Agnola.
Tutti accademici del Cai, i tre arrampicatori hanno attraversato lo Stretto di Drake a bordo della Ice Bird, una barca a vela di 19 metri, per esplorare, con intenzioni alpinistiche, alcune valli della Penisola Antartica.
Un viaggio avventuroso, un’esperienza inusuale e completa, in un ambiente selvaggio, popolato da una miriade di animali e dominato da enormi ghiacciai, dove i tre alpinisti hanno camminato su terre sconosciute, salito per primi alcune linee molto interessanti ed hanno svolto anche un’azione di campionatura di neve per una ricerca del Cnr sulla presenza di microplastiche.
«Non avrei mai immaginato un viaggio del genere – racconta Dell’Agnola – l’acqua non è il mio elemento e odio il freddo, ma un’occasione come questa non capita tutti i giorni, quindi sono partito e non me ne pento; un’esperienza grandiosa ed esclusiva».
«Lo Stretto di Drake – continua Dell’Agnola – è considerato l’Everest dei navigatori. Noi fortunatamente lo abbiamo affrontato con condizioni di mare non troppo agitato, dopo aver però atteso al riparo di una piccola isola il passaggio di una tempesta. Malgrado ciò devo dire che, durante la navigazione di quattro giorni, siamo stati male tutti quanti. Ma una volta arrivati l’eccezionalità dell’ambiente fa dimenticare ogni sofferenza». Eccezionalità che le immagini, che rimarranno in mostra sino a domenica 17 agosto, sapranno raccontare grazie anche all’omonimo docu-film, che verrà proiettato all’inaugurazione, la cui narrazione si è anche soffermata su quelli che sono gli effetti dei cambiamenti climatici sul continente bianco. «L’Antartide – spiega Manrico – è un territorio molto fragile e pur essendo per noi la prima volta ci siamo comunque resi conto di come questo ambiente stia cambiando: ci aspettavamo molto più freddo e ghiaccio molto più stabile. L’equipaggio, che compie questo viaggio da anni, ci ha confermato che l’habitat si sta modificando molto velocemente: la banchisa di ghiaccio si sta ritirando scoprendo la terra ferma e lasciando spazio all’insediarsi di muschi e licheni con la conseguenza che alcune specie di animali si stanno spostando».
Considerazioni queste che trovano spazio nel racconto del docu-film, realizzato da Manrico che da alcuni anni si è fatto prendere anche dalla passione per la cinematografia. Dopo aver realizzato una serie di video relativi alle sue peregrinazioni nelle mecche dell’alpinismo, si è affermato come regista con il cortometraggio “Donnafugata”, che racconta la salita in libera di una delle vie più apprezzate delle Dolomiti; un grande successo riconosciuto e premiato in vari festival internazionali, come lo è stato anche “Immenso Blu”. Il film ha ricevuto apprezzamenti e vari riconoscimenti non solo per le salite alpinistiche e la spettacolare fotografia, che porterà l’Antartide nelle sale del Palazzo delle Contesse, ma per aver inoltre saputo contestualizzare la spedizione dando voce anche alla storia dell’esplorazione italiana di questi luoghi, attraverso la testimonianza di Luigino Airoldi, dei Ragni di Lecco, che negli anni 70 aveva affrontato, con una piccola barca a vela e con intenzioni alpinistiche, la medesima traversata.
La mostra sarà visitabile sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.