Roberto, per tutti “Brio”, «era un artista, uno spirito libero, spesso tagliente, che manifestava la sua irritazione per ogni forma di arroganza e di abuso di potere».
Lo ricorda così l’amico Edi Fontana, che ha deciso di dedicargli la mostra intitolata “Il valore del ricordo” alla sala mostre dell’Associazione Culturale Civicamente a Trichiana. Si tratta di una retrospettiva che raccoglie opere pittoriche, progetti, loghi per privati e associazioni, disegni dell’artista prematuramente scomparso due anni fa.
Dotato di grande attenzione verso il tema del sociale, Roberto aveva la capacità di cogliere le sfumature umane, coniugando la sua passione e la sua competenza nel mondo del volontariato: al Csv di Belluno guidava il laboratorio “Inquadrati”, uno spazio in cui si proponeva di raccontare il sociale in modo dinamico.
Quando era assessore alla cultura del Comune di Limana, si è fatto promotore del progetto “Il futuro è bambino” che organizzava iniziative che, attraverso l’adozione a distanza, portavano all’attenzione i bisogni e le speranze dei bambini del Sud del mondo. Sua è l’idea di dare vita a una rassegna letteraria, denominata “Fantalibrando”, per i bambini della scuola primaria.
Ancor oggi, sugli scaffali della Biblioteca civica, campeggiano i pupazzi da lui creati. Insolita la nascita del nome dell’iniziativa, che Edi Fontana ci svela: «Una sera eravamo in pizzeria e ci stavamo confrontando su come organizzare il progetto; al momento di ordinare da bere, una nostra amica ha chiesto una Fanta, dopo pochi secondi, Brio ha esclamato con il suo solito entusiasmo “Lo chiameremo Fantalibrando!”. È così che è nato il titolo della manifestazione che tuttora riscuote grande interesse alla scuola primaria!».
Ma è stato il cinema la sua passione più grande: con “Rol, la storia del Mazarol” ha dato vita ai “Miracoli di Valmorel” di Dino Buzzati. “Voli per ali di libellula” è un piccolo viaggio fantastico nella cultura dell’immaginario infantile africano, ispirato al libro di favole raccolte da don Ezio De Favero.
Il film è stato girato interamente in Costa d’Avorio con interpreti africani, per la maggior parte bambini; con quest’opera “Brio” ha voluto far emergere i valori di un popolo, valori universali che l’occidente ha forse bisogno di recuperare.
L’amico Giorgio Roncada lo ricorda così: «Parlare di Roberto è facile e difficile allo stesso tempo. Facile perché ha fatto e lasciato così tante cose. Difficile perché era una personalità complessa, a volte difficilmente decifrabile, oscillante tra il desiderio di crescere e quella che lui stesso chiamava la “sindrome di Peter Pan”, che gli permetteva però di interagire sempre così bene con il mondo dell’infanzia. Oscillante tra il desiderio di lanciarsi e vivere esperienze con gli altri e il desiderio, soprattutto negli ultimi tempi, di tirarsi in disparte».