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Il treno della memoria

il liceo Dal Piaz sui luoghi dell'olocausto

Il treno della memoria

il liceo Dal Piaz sui luoghi dell'olocausto

600 persone, 10 corriere, 2 ostelli, 2 città, 1 memoria. Tra l’11 e il 18 febbraio scorsi 600 ragazzi da tutta Italia, tra cui sei classi del Liceo “Giorgio Dal Piaz” di Feltre, hanno partecipato al “Treno della Memoria”, intraprendendo un viaggio tra Germania e Polonia, un viaggio per mantenere viva la memoria e vedere i luoghi dove la morte e l’oblio hanno annientato milioni di persone: i luoghi dell’Olocausto.

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Il treno della memoria

L’esperienza
Il viaggio li ha condotti a camminare tra i memoriali di Berlino, i campi di concentramento di Ravensbrück, Auschwitz e Birkenau; ancora, il ghetto e il quartiere ebraico di Cracovia, la fabbrica di Schindler con il relativo museo. Tra camminate, spiegazioni, spettacoli teatrali e il freddo inospitale di Berlino e Cracovia, i 600 sono stati condotti attraverso i luoghi in cui uomini e donne hanno perso la propria dignità, la propria umanità; luoghi in cui tutto veniva strappato via: il nome, i vestiti, i capelli, l’intimità, l’individualità. Sono stati scortati attraverso questa esperienza da volontari dell’associazione “Terra del Fuoco Trentino”, che hanno coordinato l’intero itinerario, da alcuni loro professori e da un gruppo di attori e guide che, attraverso spiegazioni, citazioni, rappresentazioni e scenette, hanno spiegato e mostrato tutto ciò che c’è da sapere su quei luoghi di morte.

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Il treno della memoria

Un libro raccoglie l’esperienza
Io ho potuto partecipare a questa esperienza grazie alla mia scuola, il Liceo “Giorgio Dal Piaz”, che si impegna per cercare di rendere tutti i suoi alunni più consapevoli e coscienti, che desidera avere alunni in grado di sviluppare un proprio senso critico e alunni che sappiano e conoscano ciò che è successo. Una volta tornati dal viaggio abbiamo dato vita ad un piccolo libro, che ha ottenuto il patrocinio, oltre che dal Liceo, dall’associazione “Terre del Fuoco Trentino”, dal Comune di Feltre, dall’Anpi sezione di Feltre e dalla Consulta Provinciale Studenti Belluno. Un libro che racchiude pensieri, idee, sensazioni e opinioni che sono sorte durante l’esperienza e che i ragazzi hanno scritto a mano su dei taccuini durante l’esperienza. Da questi taccuini è sorta per lo più il senso di ingiustizia, dolore, rabbia e consapevolezza che i ragazzi hanno raggiunto vivendo e vedendo tali orrori.

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Il treno della memoria

Le riflessioni
Anch’io ho espresso i miei pensieri in questo taccuino, ma non credo si possa descrivere a parole ciò che si prova camminando tra le baracche dei detenuti e le casette delle SS, tra un forno crematorio e le strutture in cui Mengele faceva esperimenti sui deportati, tra il filo spinato e i binari dei treni che conducevano dentro i campi di concentramento. Tutto ciò, si avvicina a un’esperienza che ha un che di surreale, pensando a chi, prima di noi, ha camminato in quei luoghi: uomini, donne, bambini, anziani che non sapevano cosa stesse succedendo, che avevano paura di morire, ma anche paura di vivere.
Una paura scatenata dalla perdita di amici e parenti, dalle azioni commesse per sopravvivere, dalla certezza che, vivendo in quelle condizioni, non si sarà più gli stessi. Si poteva arrivare a situazioni in cui non ci si riconosceva più.

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Il treno della memoria

Come si fa a vivere odiando perfino sé stessi, temendo ciò che possono fare gli altri, ma anche ciò che possiamo fare noi in prima persona? Come si fa a convivere con sé stessi, sapendo di aver rubato un tozzo di pane ad un vecchio che sicuramente morirà in poco tempo? E come si fa a vivere sapendo che, se quel tozzo di pane non l’avessi rubato, saresti morto proprio tu?

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Il treno della memoria

Tra i deportati potevano crearsi situazioni di solidarietà, ma anche crudeltà. Non è facile rispondere al male con del bene, non biasimo coloro che si sono incattiviti o hanno fatto di tutto per salvarsi, anche a spese di altri nella loro situazione. È facile dire di aiutarsi nei momenti di difficoltà, ma poi, quando devi lottare a ogni singolo respiro per sopravvivere, non è scontato avere anche la forza di essere solidali con gli altri.

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