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Il To’ Vegna bene immateriale UNESCO

Il To’ Vegna bene immateriale UNESCO

Riappropriamoci delle strade, riprendiamo a giocare in esse per ritornare a fare comunità! Sembrerebbe uno slogan, ma in realtà è l’essenza per la quale il To’ Vegna di Farra di Mel, insieme ad altri giochi di strada inseriti nel Tocatì, ha ottenuto il riconoscimento Unesco di bene immateriale da tutelare.

Roma, 5 settembre 2023: al Ministero dei Beni Culturali il sottosegretario di stato Gianmarco Mazzi con delega all’Unesco conferisce al Tocatì il riconoscimento di bene immateriale come programma condiviso per la salvaguardia degli sport e giochi tradizionali, inserito nel Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia della Convenzione Unesco 2003.

Il Tocatì, che si manifesta in concreto con l’omonimo Festival Internazionale dei Giochi di Strada che si tiene a Verona da due decadi, riunisce varie comunità italiane che rappresentano realtà culturali diverse.

«L’avventura che ha portato a questo importante riconoscimento è iniziata una ventina d’anni fa» racconta Antonella Susana “angelo tutelare” del To’ Vegna. «Dopo le ricerche e la pubblicazione del libro del prof Gigi Corazzol, che portò alla luce l’antica origine del gioco, se ne trova traccia nel 1600, prendemmo contattato con l’AGA di Verona, Ass. Giochi Antichi e ideatrice del Tocatì, per richiedere alla regione Veneto di istituire un registro degli sport tradizionali. Questo è stato il primo passo. Poi a partire da 2016 la comunità di Farra ha iniziato, insieme alle varie comunità in Italia e grazie all’appoggio del Ministero della Cultura, il lungo cammino per il riconoscimento all’Unesco che ha avuto il suo atto finale nel dicembre del 2022 a Rabat, Marocco, con la proclamazione ufficiale.»

A Roma la consegna degli attestati ad Antonella Susanna, a Davide Colle, presidente del C.R.A.L. Farrese, accompagnati dal sindaco Stefano Cesa, e a Damiano Tommasi, sindaco di Verona, città capofila di tutto il percorso.

Riappropriarsi delle strade giocando ha insito in sé un valore sociale ed educativo forte. È il fare comunità, perché anziani e giovani giocano insieme e i più grandi si prendono cura dei più piccoli. Il gioco è un’impresa culturale, perché recupera le tradizioni, ma la cultura non è possedere un magazzino pieno di informazioni, ma la capacità di comprendere la vita, il posto che abbiamo in essa e la capacità di intessere relazioni. Ecco perché l’Unesco tutela anche il To’ Vegna.

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