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Il primo manuale di Protezione Civile

C’è anche il capitolo dedicato al “pericolo” diga del Mis

Il primo manuale di Protezione Civile

C’è anche il capitolo dedicato al “pericolo” diga del Mis

Una guida per tutti, dal bambino al nonno, così si presenta il primo manuale di Protezione Civile distribuito recentemente in tutte le case di Sospirolo. Una sorta di agevole pro-memoria in caso di terremoto, frane, alluvioni, forte vento, crisi idrica, incendi, siccità, pandemie ed altre calamità che possono verificarsi mettendo a rischio la vita della gente. Non vengono tralasciate nemmeno indicazioni in caso di attentati, maremoti, eruzioni vulcaniche, con l’intenzione di fornire dei suggerimenti per chi si reca in territori dove questi pericoli sono possibili.

L’opuscolo, frutto di una lunga esperienza di impegno istituzionale e volontaristico presente a Sospirolo grazie alla Protezione Civile, è rivolto a tutta la popolazione perché, come affermato dal sindaco Mario De Bon «una struttura di Protezione Civile, anche perfettamente addestrata ad affrontare le emergenze, non può intervenire in modo ottimale se la popolazione non è sufficientemente informata sui rischi che presenta l’ambiente in cui vive o in cui può trovarsi e sui comportamenti ritenuti più corretti per gestire le situazioni critiche».

L’obiettivo, apparentemente ambizioso ma in realtà molto concreto e con chiari risvolti pratici, è quello di trasformare ogni nucleo familiare in un soggetto attivo della Protezione Civile, costruendo insieme il “Piano familiare di Protezione Civile” attraverso 5 passaggi: conoscere i rischi, sapersi informare, organizzarsi, saper chiedere aiuto, tutelare i soggetti più fragili.

Se, con alluvioni, frane, incendi, pandemie, ecc. purtroppo la popolazione sospirolese ha già maturato una certa esperienza diretta, l’importante novità attesa da tempo e descritta in questo libretto è l’insieme di comportamenti da avere in caso di emergenza legata alla diga del Mis. Da tempo la gente si è abituata a riconoscere le sirene che, due volte l’anno, intorno alle ore 10 di inizio primavera e inizio autunno suonano ad intermittenza per simulazione d’allarme lungo il corso del Mis e del Cordevole fino a Santa Giustina.

Ma, realmente, quando potrebbero suonare davvero le sirene?
Innanzitutto nel caso di manovre intenzionali agli organi di scarico, in seguito a piene che determinano un rapido aumento del livello del lago e una sua possibile tracimazione. In questo caso la sirena-diga viene azionata per 3 minuti con un suono intermittente di 5 secondi alternati a 10 secondi di pausa (5-10). Lo scopo è avvisare chiunque sia in vicinanza della diga, a valle della stessa, di un progressivo innalzamento delle acque del torrente.

Altra situazione di pericolo, ben più importante, è quella legata al crollo o alla rottura della diga o al cedimento delle sponde per evento catastrofico (rischio valutato come “moderato” per la bassa probabilità che si verifichi), con conseguente immediato allontanamento della popolazione. Se dovesse verificarsi questa grave situazione, evento seppur remoto comunque da conoscere, le sirene si attiverebbero con suoni regolari di 5 secondi intervallati da 5 secondi di pausa (5-5).

Nell libretto, oltre a questo particolare riferimento alla diga del Mis, si trovano precise indicazioni di comportamento in caso di calamità più comuni, come black out, strade impraticabili per ghiaccio o neve, piogge torrentizie, forte vento, scarsità di acqua per periodi siccitosi…

Interessanti anche le numerose informazioni di carattere storico locale, come l’incidente al polo industriale di Sass Muss che durante la Seconda Guerra Mondiale venne mitragliato dagli Alleati con fuoriuscita di ammoniaca nel torrente o la situazione delle sorgenti dell’Aldega e della Pezzericola.

Oltre ad alcune mirate immagini fotografiche e geografiche, la pubblicazione contiene anche utili tabelle relative ai luoghi di raccolta per emergenza, sempre secondo il principio ispiratore che “la Protezione Civile siamo tutti noi”.

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