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Il premio letterario di Trichiana parla bellunese

vince Vanessa Bassot di Rocca Pietore

Il premio letterario di Trichiana parla bellunese

vince Vanessa Bassot di Rocca Pietore

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l profumo delle fragole” di Vanessa Bassot di Rocca Pietore (BL), si aggiudica la 33^ edizione del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del Libro” dedicato a Tina Merlin e a tema “Incontrare, incontrarsi”. Il suo racconto ha convinto la giuria presieduta dalla dott.ssa Alessandra Grandelis tra gli oltre 400 racconti pervenuti in questa edizione da record. Tutti presenti i dieci finalisti, provenienti da ogni parte d’Italia, alla cerimonia di premiazione di sabato 29 luglio a Trichiana dove, come da tradizione, è stata resa nota la classifica finale, svelata tramite la lettura di brevi brani di ogni racconto da parte della bravissima Elena Tormen.

Presentato da Laura Pontin, l’atto conclusivo nella Sala San Felice ha visto la presenza di un numeroso pubblico ed è stato preceduto da una breve conferenza della Presidente di giuria inerente gli “incontri illustri tra le pagine del novecento”, evento conclusivo di una settimana intensa e partecipata dalla comunità di Borgo Valbelluna.

Apertura in grande stile infatti lunedì 24 luglio con la presenza a Trichiana della nota giornalista Milena Gabanelli. L’alto numero di persone interessate e la concomitante allerta meteo ha suggerito agli organizzatori di spostare l’evento in un luogo inusuale, ovvero la Chiesa parrocchiale, grazie anche alla lungimiranza di Don Egidio Dal Magro. 

In sala San Felice era stato comunque allestito un maxischermo con diretta video. Il dialogo con Adriana Lotto, presidente dell’Associazione Tina Merlin e, è spaziato su vari temi, da quelli più “frivoli” come l’inizio della sua carriera e del programma “Report”, al ruolo dell’informazione in questo periodo storico e agli strumenti in mano alle persone per poter districarsi tra le “fake news”, tenendo l’operato della Merlin come filo conduttore. Con competenza e un inatteso umorismo, la Gabanelli ha tenuto e ribadire l’importanza dell’istruzione e della partecipazione attiva dei cittadini nelle scelte.

Giovedì 27 a Lentiai al palazzo Nuovo Oratorio, Marco Balzano, autore del pluripremiato libro “Io resto qui”, è stato intervistato da Chiara Alpago-Novello. 

Simpatico e disinvolto, lo scrittore ha parlato innanzitutto della sua ultima “fatica” letteraria, Cafè Royal, un libro che lo ha molto impegnato nella scrittura in quanto racconta di diversi personaggi che nel tempo si alternano davanti al bancone di un bar svelando se stessi e le relazioni che li legano gli uni agli altri, talvolta in modo inconsapevole. Inevitabile poi spaziare sul suo romanzo più famoso che narra la storia di Resia e Curon, i paesi sommersi in Alto Adige nel dopoguerra per far posto al lago di Resia, frutto di una attenta ricerca e spaccato di un periodo storico di cui poco si sa. In conclusione la Alpago Novello ha scelto, tra le numerose opere di Balzano, “Le parole sono importanti”, un libro dove tramite l’etimologia di alcune parole di uso comune, si scopre come spesso il loro reale significato sia molto diverso da quello che si è abituati a pensare.

Venerdì 28 nella splendida cornice di Palazzo Francescon a Mel, una commistione tra teatro e lettura con i bravissimi Laura Curino e Renato Sarti che, coadiuvati da alcune immagini video, hanno commosso il folto pubblico con la lettura scenica tratta dal libro dell’antropologa Cristina Cattaneo “Naufraghi senza volto”. Partendo dallo spiegare il lavoro di chi pratica autopsie, in modo anche un poco scanzonato, la lettura entra poi nello specifico dell’impegno del laboratorio Labanof, fondato dalla Cattaneo e Marco Grandi, per approdare al tema dei migranti morti in mare non considerati degni di avere nemmeno un nome perché tanto sono morti, senza preoccuparsi dei vivi che restano e che magari li stanno aspettando. 

Il Labanof, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense, si occupa di dare un’identità a chi non ce l’ha, che si tratti dei morti in mare o di uno scheletro antico. 

Da segnalare l’impegno del Premio Letterario per la sostenibilità tramite l’allestimento scenico con vasi di piante aromatiche trapiantabili e con oggetti di seconda mano abilmente risistemati e con l’omaggio a ospiti e premiati di cassette contenenti vari prodotti offerti dalle piccole aziende agricole di Borgo Valbelluna.

Soddisfazione è stata espressa sia dal Sindaco Stefano Cesa che dall’Assessore alla cultura Monica Frapporti che hanno sottolineato come questo evento permetta alla comunità di ritrovarsi e, restando in tema, di incontrarsi.

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