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Il ponte romano di Bardies

Gruppo Natura Lentiai e Fiab chiedono il completamento del restauro

Il ponte romano di Bardies

Gruppo Natura Lentiai e Fiab chiedono il completamento del restauro

Completare il restauro del ponte romano di Bardies. E farne un’ulteriore attrattiva lungo il percorso ciclabile “Anello della Val Belluna”, al riparo dalle curve stradali. È l’appello che il Gruppo Natura Lentiai, insieme alla Fiab, rivolge al Comune di Borgo Valbelluna. Il sito è già stato in passato oggetto di interventi a cura del Gruppo Natura Lentiai. 40 anni fa ci fu un’opera di rimozione delle piante cresciute sul ponte e dei rifiuti presenti nell’area; una pulizia replicata a distanza di 20 anni. Mentre è del 2016 la prima azione, da parte dell’allora Comune di Mel, di consolidamento della struttura. Ora, a distanza di 6 anni, sottolineano dal Gruppo Natura, sarebbe opportuno riprendere in mano il tutto e ultimare l’intervento.

Il progetto
risale al 13 febbraio 2013, per il collegamento ciclabile tra San Candido e Bardies. Di questo è andato a buon fine il collegamento da fino alla ex provinciale. Rimane ora la sistemazione del ponte romano, in modo da completare un percorso ciclabile in sede propria, che non corra sulla rete stradale. Allo stato attuale, con l’ultimo intervento del Comune, il manufatto è stato messo in sicurezza. I due archi sono stati restaurati; rimangono da sistemare i due lati esterni del ponte, realizzare un intervento atto ad arginare le piene del torrente Forada, sistemare la parte alta di attraversamento e ripristinare tutta la strada di accesso sia in ingresso che in uscita. Sulla struttura erano cresciuti alberi e cespugli ora rimossi; il ponte per ora è stato coperto con un telo, purtroppo le piante stanno ricrescendo e si sono di nuovo accumulati detriti ed immondizie trasportati dal torrente.

Nonostante ciò, però, la struttura ad arco a sesto in pietra mantiene una grande importanza sotto il profilo sia ambientale, sia storico. Si tratta infatti di uno dei ponti più antichi della provincia. Data la tecnica costruttiva sicura e precisa e l’impronta generale dell’insieme, è ritenuto di età romana (da qui il nome), forse tardoantica o probabilmente bizantina. Un crocevia collegato con il vicino Castello di Zumelle e con la viabilità verso Praderadego, valico ritenuto da alcuni sul tracciato della via Claudia Augusta, ma più probabilmente una scorciatoia di ritorno nel Feltrino degli antichi zattieri del Piave. Questo angusto percorso sembra poi che in età tardoantica sia stato trasformato in poco più che in una mulattiera, a partire probabilmente dal VI secolo d.C., quando i Bizantini forse lo riutilizzarono allo scopo di creare un sicuro collegamento del Trevigiano con le fortificazioni di Mel, Feltre, Arten e i loro territori.

In definitiva, Gruppo Natura e Fiab credono che, se il Comune di Mel a suo tempo era riuscito a completare il primo intervento di salvaguardia, per quello attuale di Borgo Valbelluna, viste le maggiori capacità finanziarie, l’ultimazione dei lavori sia programmabile e fattibile. Ultimando il recupero, il ponte sul Forada diverrebbe un punto percorribile e di sicura attrazione turistica sull’Anello della Val Belluna, specie se attrezzato con panchine e tabellone esplicativo, tenendo conto anche della vicinanza dell’area naturalistica dei Laghetti della Rimonta.

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