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Il pojat de marziai

tra Borgo Valbelluna e Quero Vas

Il pojat de marziai

tra Borgo Valbelluna e Quero Vas

Da oltre 15 anni l’associazione “Il Pojat de Marziai” opera nell’ambito sociale ed è il punto di riferimento per la frazione di Marziai, per metà sotto il comune di Borgo Valbelluna e per l’altra metà sotto il comune di Quero Vas, un caso anomalo dove i due territori sono divisi da una valle. È stata fondata il 03 aprile 2006 ed è nata con lo scopo di creare un punto di ritrovo e di riferimento per il paese di Marziai, che risente della mancanza di un punto di aggregazione per gli anziani, i giovani e i bambini del paese.
Prima della costruzione del centro polifunzionale in piazza a Marziai, attuale sede dell’associazione, esisteva solo la sede degli Alpini che viene utilizzata due volte l’anno per due manifestazioni che da decenni caratterizzano il paese: la festa della S. Patrona Apollonia e la festa annuale degli alpini. Oltre a questo non esistita alcun ritrovo per gli abitanti soprattutto nel periodo invernale.

Prima il comune di Vas, ed in seguito quello di Quero Vas hanno investito molto a livello economico per realizzare la struttura del centro polifunzionale. Qui, in epoca pre covid, si organizzavano feste di compleanno, riunioni paesane e momenti di ricreatività per la comunità.

Si evidenzia il fatto che la sede dell’associazione oggetto di interesse è centrale rispetto al paese ed è situata vicino alla piccola piazza luogo attuale di ritrovo di parte della popolazione (nel periodo estivo) ed è quindi facilmente raggiungibile dagli abitanti. Recentemente è stata realizzata una cucina industriale installata presso la sede del Pojat grazie ad importanti contributi finanziati dalle due amministrazioni comunali.

«L’obiettivo è di dare alla sede la strumentazione necessaria per renderla a tutti gli effetti un centro aggregativo che permetta agli abitanti di Marziai di trovarsi e anche di organizzare delle cene a tema o corsi di cucina. Vogliamo anche far sì che la sede possa essere utilizzata come punto di riferimento in caso di calamità», sottolinea il presidente Tieppo Franco, in carica dal 2006.

Nel periodo estivo i volontari di Marziai hanno ripristinato il monumento ai caduti sito nella piazza del paese. I membri del Pojat de Marziai e quelli del Gruppo Alpini guidato da Claudio Damin, grazie ad un co-finanziamento della giunta amministrativa di Quero Vas, hanno rimesso a nuovo il “vecchio” simbolo cittadino. I lavori hanno riguardato principalmente la manutenzione dei punti ammalorati, il tinteggio della superficie in cemento, la sistemazione delle lapidi, il rifacimento delle aiuole, la sostituzione dei punti luce con modelli a norma e moderni, il ripristino delle catene e la sistemazione di parte della facciata della chiesa.

La piazza di Marziai è tornata così a risplendere grazie all’opera di diversi volontari che nel periodo estivo si sono adoperati in questa attività, in particolare è giusto citare: Fausto Burtet, Enzo Vergerio, Adriano Vergerio, David Torta e il presidente del gruppo Pojat Franco Tieppo.

LA STORIA DEI CARBONAI, ANTICO MESTIERE PRATICATO A MARZIAI
Pojat è un termine di origine dialettale, usato dai nostri avi per indicare la carbonaia. Il Pojat viene allestito per trasformare la legna in carbone mediante un processo di distillazione del legno, che viene privato dal contatto con l’aria. La carbonaia viene realizzata accatastando rami e tronchi di piccole dimensioni, disponendoli a forma di cupola con al centro un foro, che funge da camino, e coprendo la catasta di legna prima con strame di abete rosso, poi con foglie ed infine con terra. Ai piedi dei tre strati isolanti vengono effettuati fori di piccolo diametro per consentire la fuoriuscita del fumo e garantire una combustione lenta, senza fiamma. Nella carbonaia i tronchi e i rami non bruciano: il pojat viene infatti costruito in maniera tale da impedire che l’ossigeno entri a contatto col legname ed al tempo stesso venga favorita la fuoriuscita dei fumi. La legna viene infatti sottoposta ad una sorta di essiccamento, grazie alla presenza di elevate temperature. L’acqua presente nel legname viene fatta lentamente evaporare in questo modo la legna si trasforma pian piano in carbone.

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