Nel 2023, la Casa Editrice Dbs ha dato alle stampe la pubblicazione “Gli ultimi tre giorni” di Giorgio Tosato e Gianni Viel, nella quale vengono ricostruiti gli ultimi combattimenti della Grande Guerra che si svolsero in Val Belluna dal 1° al 3 novembre 1918.
L’esercito austro-ungarico si stava ritirando, incalzato dalle truppe italiane, e le vie di fuga erano costituite dalla Valle del Cordevole e, meno importante per la precaria viabilità, dalla Valle del Mis. Per proteggere le truppe che si stavano dirigendo all’ingresso delle valli, da tempo gli austro-ungarici avevano predisposto due “campi trincerati”: alle falde del Monte Sperone (Sospirolo) e del Monte Perón (Sedico). Da essi si potevano tenere sotto controllo le aree da cui sarebbero arrivati gli italiani: la piana di Mas-Perón, il territorio di Sospirolo e quello da Belluno al Colle del Bosco delle Castagne sino a Tisoi e alla Valle del torrente Gresal. Il “campo trincerato” sovrastante la frazione di Barp era stato accuratamente predisposto con trincee, piazzole per cannoni e mitragliatrici.
I cannoni colpirono anche la Città di Belluno: infatti, presso la Caserma del Settimo alpini ne è conservato uno, regalato dal Comune nel 1940, che porta la scritta “Cannone austriaco da 75 che da Libano sparò con altri su Belluno nel 1918”.
Del “campo trincerato” del Monte Sperone non si è riusciti ancora a trovare tracce significative a causa soprattutto della presenza di fitte boscaglie di rovi, ma le ricerche sono in corso soprattutto nell’area di Costa Pèra Mula, un costone che dallo Sperone si protende verso la diga di S. Giuliana. Presso quello di Barp, ove si svolsero le fasi principali della battaglia, i ritrovamenti invece sono stati numerosi.
Il piccolo museo di Chius
“Il mio desiderio è quello di poter realizzare un piccolo museo dove raccogliere il materiale ritrovato”. Così scriveva Gianni Viel nell’introduzione della pubblicazione “Gli ultimi tre giorni”. Ora il suo desiderio può dirsi esaudito: infatti, è riuscito a realizzare – tutto da solo – un’area museale presso la sua abitazione di Chius (Barp di Sedico), dove, in apposite vetrine, sono esposti i ritrovamenti più significativi delle sue ricerche sul terreno: resti (oramai inoffensivi) di proiettili di artiglieria, di cartucce austro-ungariche e italiane, di bombe a mano e di vari oggetti di uso quotidiano. Numerosi proiettili di artiglieria inesplosi sono stati prelevati dagli artificieri. Sulle pareti sono esposte fotografie e documenti che attestano come erano organizzate le difese austro-ungariche per proteggere la ritirata lungo la Val Cordevole delle loro truppe e le direttrici d’attacco dei soldati italiani della brigata Reggio.
Si tratta di una esposizione che attesta che lassù si è combattuto duramente, anche se “solo” per tre giorni, sino alla disordinata ritirata degli austro-ungarici, stanchi e affamati, soprattutto percorrendo la Val Gréva (che dalla chiesetta di S. Giorgio scende alla statale agordina dopo la frazione di Perón).
La visita del museo (nei giorni di venerdì e sabato previo appuntamento telefonico al numero 342 8409664) può utilmente essere completata da una facile escursione sui luoghi dove si svolsero i fatti, percorrendo resti di trincee e postazioni dove Gianni ha posizionato alcuni cartelli indicatori e che, con fatica ma con grande determinazione, continua a mantenere puliti dalla vegetazione (fino a quando?). Prossimamente sarà pubblicato un album contenente la documentazione fotografica delle postazioni, delle aree e dei ritrovamenti più interessanti, affinché resti nel tempo la testimonianza di questa battaglia.