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Il mattone del mondo attraverso l’Italia

I ragazzi di Villa San Francesco dal presidente Fico

Il mattone del mondo attraverso l’Italia

I ragazzi di Villa San Francesco dal presidente Fico

Una staffetta ciclistica in giro per l’Italia, un momento di comunità e di valori. Lo scorso 22 agosto, trasportato in sella da valenti ciclisti amatoriali, il “mattone del mondo” è partito da Pedavena alla volta di Bassano del Grappa, sede della prima tappa, prima di giungere a Canicattì. Si tratta di un’iniziativa, portata avanti ormai da 23 anni, della Comunità Villa San Francesco di Facen, diretta da Aldo Bertelle, che accoglie minori e non con difficoltà familiari e personali. Il mattone è formato con le terre di 199 paesi del mondo per simboleggiare il valore della ricchezza delle diversità e della solidarietà: un mattone che sta viaggiando nel nostro Paese con un percorso ciclistico articolato in 19 tappe, dal Museo dei Sogni, ospitato dalla cooperativa Arcobaleno’86 al Casonetto, fino ad Agrigento, al monumento eretto dove trent’anni fa fu ucciso dalla mafia il giudice Livatino.

«Un viaggio, ma non solo; anche un sentirsi parte del mondo. Proprio come lo scopo di questa impresa, il fine ultimo: il mattone stesso, il mattone del mondo. 199 paesi, 199 terre, un senso di unità, un senso di primo atto, un senso di comunità, di legami» come spiegano i promotori dell’iniziativa.

Dopo la prima tappa a Bassano del Grappa, in ricordo dell’arbitro Luigi Agnolin, il mattone è stato portato lungo lo stivale da ciclisti amatoriali come le sette donne del Centro italiano femminile di Rosà, incaricate di trasportarlo da Bassano a Mestre. Tra le 19 tappe, c’è stata anche una sosta di tre giorni a Roma.
Proprio qui, lo scorso 1 settembre, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ha accompagnato dal presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, una delegazione della Comunità.

«La visita alla Camera dei deputati da parte dei ragazzi di Villa San Francesco, importante realtà attiva da anni nel sociale, soprattutto nei confronti dei giovani in difficoltà, assume un significato profondo: le istituzioni devono farsi portatrici di un messaggio di pace, lavorando a stretto contatto con tutti coloro che, giorno dopo giorno, si impegnano per condividere i valori della solidarietà. Penso alla riflessione del presidente Mattarella sulla difficile situazione dell’Afghanistan e sulla necessità di una politica comune dell’accoglienza: abbiamo bisogno, infatti, di azioni concrete da parte della comunità internazionale» ha dichiarato D’Incà. In precedenza, Bertelle e i suoi ragazzi erano stati ricevuti dal ministro per le disabilità, Erika Stefani.

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