Il via libera al progetto per il recupero del lavatoio principale di Vellai, situato in prossimità del bivio della strada per Feltre e il cimitero frazionale – racconta Gianantonio Cecchin – ha un percorso piuttosto lungo. Lo spunto viene da una mostra dello stesso Cecchin del 1991 “Un paese come tanti”, nella quale vennero raccolte alcune testimonianze orali, suffragate anche da quella dello “storico fontaniere” comunale Guido Zatta, secondo le quali risultò che il lavatoio non fosse stato distrutto durante i lavori di rifacimento della viabilità, bensì coperto di terra e col tempo mimetizzato tra le sterpaglie.
Il 26 luglio 2008, confortati da queste testimonianze, confermate anche dall’aspetto dell’area dove sorgeva il manufatto, un gruppo di volontari di Vellai e Cart, dopo un percorso autorizzativo, si diedero appuntamento, facendo appello anche ad altri compaesani, per riportare alla luce il lavatoio.
Spiega ancora Cecchin: «È stata una singolare operazione di “archeologia rurale” nutrita dalla speranza di ritrovare il manufatto che, anche se non aveva particolari caratteristiche di pregio, era pur sempre muto testimone del microcosmo rurale di un tempo. Negli anni del dopoguerra era stato la base logistica di compagnie teatrali itineranti, che si recavano nel teatrino del paese (attualmente Sala Pio X) per le loro fantasmagoriche esibizioni. Purtroppo questo teatrino, costruito in legno e con tutti i crismi del caso, è andato distrutto senza lasciare alcuna traccia».
Il lavoro di scavo, notevolmente facilitato dalla disponibilità gratuita di due ruspe e un camion di un’impresa edile cittadina, vide alternarsi con “pala e pic” circa una quindicina di volontari, fra i quali l’indefesso Modesto che non abbandonò gli strumenti di lavoro neanche per il rituale brindisi, quando una zolla rimossa rivelò la veridicità delle ipotesi fatte. Il lavatoio era ancora lì, malconcio ma ancora integro nella sua struttura principale, solo il piano di lavoro a sud era stato demolito perché debordante dal livello del nuovo piano stradale.
Da quella memorabile giornata del 26 luglio 2008, anche se si sono presentate delle difficoltà burocratiche e progettuali e con qualche “stop and go”, i volontari, fra i quali l’attuale assessore del Comune di Feltre Claudio Dalla Palma, non hanno mai abbandonato la volontà di recupero del lavatoio e finalmente, dopo svariate iniziative di sollecito alle amministrazioni comunali susseguitesi nel corso di questi ultimi 17 anni, questo storico protagonista della tradizione locale è stato oggetto di una deliberazione di approvazione del relativo progetto esecutivo.
Come si legge nel comunicato stampa dell’amministrazione comunale feltrina: «l’intervento prevede non solo il recupero dell’antico lavatoio, oggi in stato di abbandono, ma anche la riqualificazione dell’area circostante, con la creazione di un punto di sosta attrezzato: nuovi percorsi di accesso, pavimentazione drenante, illuminazione a pannello fotovoltaico integrato, panchina in acciaio corten, rastrelliera porta biciclette e fontanella.
Un’attenzione particolare è stata riservata alla fruibilità da parte di chi percorre il tracciato a piedi o in bicicletta. Il cicloturismo rappresenta infatti una fetta sempre più significativa del turismo nel territorio bellunese, e la creazione di aree di sosta e punti di interesse come quello di Vellai va proprio nella direzione di rendere l’esperienza più ricca e attrattiva, promuovendo una fruizione sostenibile e consapevole del paesaggio».