Vi chiederete, che ci fa un bellunese montanaro DOC in laguna, magari anche con gli scarponi ai piedi, in un posto così delicato e strategico come il MOSE per la sopravvivenza di Venezia? Per merito, competenza e un po’ di fortuna. “Ho sempre lavorato in aziende che seguono grandi opere, specializzato in restauri di palazzi storici e nella realizzazione di grandi appalti come direttore di cantiere/capo commessa, non avevo mai lavorato in campo marittimo. Lavoro per Intercantieri Spa di Padova che fa parte del Consorzio Venezia Nuova, concessionario per il Ministero delle Infrastrutture Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche”.
IL MOSE E LE MAREE
Il Mose protegge la laguna da Punta Sabbioni a Chioggia. Ci sono 4 bocche, due sono collocate tra Punta Sabbioni e il Lido di Venezia, spezzate da un’isola artificiale costruita appositamente, le altre a Malamocco e Chioggia. Ogni bocca è lunga tra i 400 e 450 metri circa, le paratoie sono agganciate a dei cassoni in cemento armato costruiti fuori opera, portati in galleggiamento ed affondati nel canale, affiancati uno all’altro tipo lego: in totale ci sono 78 paratoie che chiudono totalmente la laguna di Venezia; assolutamente funzionanti. La media delle maree è di 40/50 cm. A circa 90 cm Piazza San Marco inizia ad allagarsi. Se la previsione di marea è di 110 cm, noi tiriamo su il MOSE, quattro ore prima del picco di marea; passato il picco e raggiunto l’equilibrio tra quota marea lato mare e quota lato laguna, si abbattono le barriere. Con le barriere alzate, la marea si attesta a circa 80/85 cm in laguna, fuori siamo arrivati anche a circa 200 cm; l’infrastruttura è progettata per contrastare maree anche di 3 metri.
Il via al sollevamento lo dà un’equipe di tecnici altamente specializzati facenti parte del Consorzio, in sintonia con Centro Maree e Capitaneria di Porto che agisce su una grande platea di addetti, interessati al fenomeno. Il periodo di salvaguardia dalle alte maree va da Settembre a fine Marzo circa. Da Aprile a Settembre inizia il periodo di manutenzione delle paratoie, per tutto il resto dell’opera la manutenzione è pressoché quotidiana.
LA PARATOIA SI ALZA CON IMMISSIONE DI ARIA
Le paratoie hanno dimensioni differenti in base alla posizione: la larghezza (20 metri) è uguale per tutte, lo spessore varia da 3,60 a 5,0 metri mentre l’altezza va dai 18,5 mt della barriera di Treporti ai quasi 30 metri di Malamocco (canale più profondo dove passano le grandi navi). Ciascuna paratoia è costituita da una struttura metallica scatolare che, piena d’acqua, rimane adagiata al livello del fondale del canale dentro la struttura di fondazione. Quando viene espulsa l’acqua, immettendo aria compressa, la paratoia si solleva; i tecnici controllano il sollevamento fino all’inclinazione di esercizio per il contrasto delle maree. Un’ opera mastodontica! Ingegneristicamente è un fiore all’occhiello italiano. In circa 40 minuti le barriere sono sollevate da Punta Sabbioni fino a Chioggia.
SI ALZA IL MOSE
Adrenalina da tagliare a fette. Ho la fortuna di lavorare in un’opera a protezione di una città come Venezia che è sotto gli occhi di tutto il mondo. I tecnici in control room, nelle gallerie e negli edifici di spalla sono di altissima professionalità e cultura. Ci son stati momenti di stress con sollevamenti durati anche 30 ore consecutive e sollevamenti avvenuti anche 2 volte in un giorno, ma è indubbio che l’opera funzioni perfettamente. Due anni fa abbiamo parato una marea da due metri, Venezia sarebbe annegata di un metro e venti. Le maree sono ripetitive e ben definite dai cicli lunari, ma il carico da 90 ce lo mette il maltempo con venti di bora, libeccio e scirocco che spingono le acque. Salvare Venezia è diventata una missione, quasi da super eroi.
RICOSTITUZIONE DELL’HABITAT
Io seguo numerosi lavori di completamento e tutta la manutenzione delle opere civili e strutturali del MOSE. L’opera di per sé è terminata, ma intorno c’è ancora tanto da fare, come banchine, pontili, elisuperfici e spazi a servizio di Capitanerie ed altri enti di soccorso. Di grande rilievo è la ricostituzione degli habitat naturali, stiamo ultimando tutto il fronte di Punta Sabbioni, come la ricostituzione dell’Habitat naturale consistente in un parco di dune con torrette d’avvistamento dell’avifauna, c’è tutto il “water front” da ricostituire e da restituire alla laguna, sottoforma di habitat esistenti, con piantumazioni autoctone.
PIAZZA SAN MARCO
Io seguo i lavori alle bocche di Porto da Punta Sabbioni al Lido di Venezia, lavori all’Arsenale ed a breve partiremo con un appalto delicato in bacino San Marco consistente in opere prettamente marittime che consentiranno di regolare il flusso delle acque presenti sotto piazza San Marco attraverso la posa in opera di elettropompe sommerse di grossa portata. Se la marea si attesta a 105cm il MOSE generalmente non si alza, Piazza San Marco è allagata da 10, 15 cm di acqua per la felicità dei turisti. Da uomo “alpino” – che avevo da imparare tanto – alla fine sono stato accettato dai “marinai”, faccio parte di un gran gruppo orgoglioso di operare per difendere Venezia, ora non più dai turchi, ma dalle maree.