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Il Giro d’Italia e i benefici per il bellunese

la fotografia della dottoressa Elisa Maccagnan

Il Giro d’Italia e i benefici per il bellunese

la fotografia della dottoressa Elisa Maccagnan

Elisa Maccagnan, giovane laureata pedavenese al corso di laurea in Mediazione linguistica, turismo e culture dell’Università di Trento, ha discusso una tesi dal titolo “Il Giro d’Italia. Come un evento sportivo può giovare al territorio in termini di identità, socialità, turismo e sostenibilità”. Di seguito un riassunto del suo lavoro, che ci invita ad accogliere con criterio questo importante evento che toccherà di nuovo la provincia di Belluno con due tappe i prossimi 26 e 28 maggio.

Cos’è il Giro d’Italia? Se chiesto ad un appassionato, la risposta sarebbe senza dubbio uno degli appuntamenti più importanti del calendario ciclistico internazionale. Se chiesto invece a coloro che si occupano di promozione turistica, esso diventa un’occasione imperdibile per veicolare su scala mondiale il potenziale turistico, sociale, storico e culturale dei territori da esso attraversati nel corso delle sue tre settimane di svolgimento. È stato questo l’argomento della mia tesi – per la laurea conseguita il 24 febbraio 2021 – redatta dopo aver assistito e analizzato la tappa Feltre-Croce d’Aune (Monte Avena) del 1° giugno 2019, diventata un perfetto caso di studio.

Da sempre il Giro d’Italia è stato molto altro rispetto a una semplice competizione sportiva; basti pensare alle descrizioni quasi mitologiche della Corsa Rosa offerte dallo scrittore a noi molto vicino, Dino Buzzati, durante l’edizione del 1949, in qualità di inviato del “Corriere della Sera”. Un evento in grado di distogliere dalla precarietà della vita, dalla povertà e dall’oblio migliaia di persone, un’occasione per sentirsi vivi e parte di una Nazione che insieme supportava i suoi atleti e le loro imprese. La bicicletta stessa rappresentava il progresso verso una mobilità accessibile a tutti e lo può rappresentare ancora oggi, verso una mobilità invece più sostenibile.

Una delle particolarità del Giro è che coinvolge tutti e si trasforma in quella che possiamo definire una festa popolare. Il solo attendere, a bordo strada o sulle salite, il passaggio della carovana e degli atleti sviluppa delle profonde interazioni sociali tra nazionalità e culture anche molto diverse tra loro. Non a caso, alcuni studi l’hanno definito come un vero e proprio fenomeno sociale, ma anche multilinguistico e multiculturale.

Perché al giorno d’oggi si sceglie di puntare su eventi come il Giro d’Italia per promuovere i territori? In quanto è un’ottima vetrina sul mondo, dal momento che viene trasmesso in 195 paesi. Il suo seguito diventa sempre più esteso, le ore di diretta televisiva ad esso dedicate aumentano anno dopo anno e, per raggiungere un pubblico sempre più ampio, le tematiche sono via via più diversificate, spaziando, grazie alla sua natura itinerante, tra storia, cultura, tradizioni, paesaggi ed enogastronomia. Non è un caso se enti di promozione turistica nazionali ed internazionali scelgono sempre più spesso di affiancare e sponsorizzare il Giro.
È vero che ospitare un evento di questo tipo comporta un grande esborso di denaro da parte delle amministrazioni locali, ma, se correttamente gestito, il ritorno economico nel lungo periodo può superare di gran lunga quanto investito. Ciò che si spende è, infatti, da considerarsi un investimento a lungo termine e tutti gli interventi che sembrano in funzione del solo passaggio della Corsa Rosa sono in realtà quelli che poi vanno a beneficio dell’intera collettività.

L’elemento chiave sta nel considerare l’evento nelle sue tre fasi di svolgimento: l’attenta pianificazione e organizzazione, la gestione vera e propria e l’eredità dello stesso, alla pari delle valutazioni per capirne gli aspetti positivi e negativi, in ottica di miglioramento per altri eventi futuri.

Cos’ha significato il passaggio del Giro per noi? Vedere riconosciute le sue grandi potenzialità del nostro territorio, maturare la consapevolezza che gli eventi sportivi sono quelli che meglio si adattano alle sue peculiarità naturalistiche in ottica sostenibile, rendersi conto dell’importanza del lavoro di squadra. Testimoni degli importanti risultati raggiunti, ci auguriamo che anche l’edizione 104 del Giro d’Italia sappia regalare altrettante soddisfazioni; ben due tappe transiteranno nel nostro territorio, la 18a (Borgo Valsugana-Treviso) e la 20a (Belluno-Marmolada/Passo Fedaia). I presupposti per il raggiungimento di grandi traguardi non mancano, resta a noi dimostrare ancora una volta il nostro valore e goderci l’immensa festa che pochi eventi come il Giro d’Italia sono in grado di regalarci.
E il prossimo anno, in maggio, sarà data di nuovo la partenza e l’anno dopo ancora e così via, di primavera in primavera, perpetuandosi la fiaba. – Dino Buzzati

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