800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Il gambero di fiume

nel bellunese

Il gambero di fiume

nel bellunese

Il crostaceo delle acque cristalline
Il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) è un piccolo crostaceo d’acqua dolce, in passato molto presente nelle nostre acque. Tozzo e dal carapace robusto, può superare i 10 cm di lunghezza, raggiungendo quasi un etto di peso, con i maschi più grandi delle femmine. Vive nei torrenti dalle acque pulite e ben ossigenate, in laghetti, lavatoi, raccolte d’acqua nelle grotte, in corsi d’acqua secondari piuttosto che nei principali rami fluviali. Predilige aree ombreggiate come rii incassati alimentati da acque di risorgiva e ruscelli protetti dalla vegetazione.

Come si nutre e accudisce la prole
È un animale tipicamente notturno. Si nutre di piante acquatiche, alghe, vermi, molluschi, larve di insetti. Si rivela aggressivo nella difesa del suo territorio e nella competizione sessuale, come dimostrano le chele mozzate risultato delle lotte. L’accoppiamento avviene soprattutto nella stagione fredda. La femmina porta sull’addome per quasi 6 mesi le uova fecondate (circa un centinaio), prendendosene cura, arieggiandole e tenendole pulite. Le uova si schiudono in primavera ma le piccole larve rimangono ancora per qualche tempo aggrappate al corpo materno.

I nemici del gambero di fiume
I nemici dei gamberi sono gli insetti, le cui larve (es. di libellula) si nutrono degli esemplari più giovani, i pesci (trota, pesce persico, cavedano…) e gli uccelli. L’uomo non può tirarsi fuori dalle sue responsabilità in merito alla diminuzione del gambero in natura, in quanto questo crostaceo è molto sensibile all’inquinamento.

Tra i fattori che ne minacciano la sopravvivenza anche le derivazioni a scopo idroelettrico, la regimazione delle acque (tombini, canali…), l’uso di sostanze tossiche in agricoltura (es. anticrittogamici). In passato poi c’era un’intensa attività di cattura di questo animale, a scopo culinario: la provincia di Belluno si considera tra le zone d’Italia dove c’era la maggior raccolta di gamberi, probabilmente legata anche all’esportazione. Adesso la cattura del gambero in provincia di Belluno è vietata.
Ancora presente in Valbelluna
La specie per fortuna è ancora presente nella parte bassa della provincia, generalmente intorno ai 400 m di quota, dall’Alpago (compreso il lago di Santa Croce) alla Destra e Sinistra Piave, al Feltrino, al basso Agordino (Voltago).

Attualmente, per fortuna, in provincia non è stata segnalata la presenza di altre specie che potrebbero minacciare il locale gambero, in altre zone d’Italia già a rischio per l’introduzione avvenuta anni fa (probabilmente da allevamenti artificiali) di una specie esotica, il Gambero Rosso della Louisiana, detto “gambero killer”, artropode aggressivo e portatore di parassiti pericolosi per il nostro storico crostaceo.

Galleria Immagini

Hai bisogno di noi? Chiamaci al Numero Verde 800 038 499

Aut. del Trib. di Belluno n. 17 del 24.11.2000. Direttore Responsabile: Federico Brancaleone. Sede Legale: via Pulliere 19 Santa Giustina – Redazione: via Gron, 43 – 32037 Sospirolo (BL) – ITALY. 

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.