La Carta europea per il turismo sostenibile (Cets) è uno strumento di gestione, con un percorso di certificazione, che permette alle aree protette di sviluppare forme di turismo incentrato sulla sostenibilità. Elemento centrale è la collaborazione tra tutte le parti (pubbliche e private) interessate a sviluppare una strategia comune e un piano d’azione per lo sviluppo turistico. La Cets è coordinata a livello europeo da Europarc Federation, che gestisce la procedura di conferimento della carta e coordina la rete dei parchi certificati. Attualmente 91 aree protette, in 13 diversi Paesi europei, hanno ottenuto la Carta.
Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, lo scorso anno, ha completato l’iter per riottenere la Cets per il quinquennio 2026-2030. La sua prima Cets risale al dicembre 2015 e, nei primi suoi cinque anni di azione, ha coinvolto altri cinque enti pubblici e 65 privati (associazioni o singole imprese). A gennaio 2021 Europarc Federation ha riassegnato la Cets al Parco per il periodo 2020-2024 (prorogato al 2025 causa Covid). I parchi che ottengono la Cets possono a loro volta certificare le strutture turistiche (Cets parte 2); attualmente nel nostro Parco ci sono 28 strutture certificate e quattro nuove imprese turistiche sono in fase di ingresso. In Europa oltre 1.300 operatori turistici hanno ottenuto la certificazione.
Novità del piano 2026-2030
La novità del piano 2026-2030 è l’estensione dell’area di intervento dai 15 comuni del Parco a 20 comuni, con il coinvolgimento di Agordo, Taibon, Voltago, Soverzene e Sagron Mis. Il nuovo piano consiste in 65 azioni, 92 soggetti coinvolti oltre al Parco, di cui 11 enti locali, 14 associazioni del territorio, 67 operatori privati (strutture turistiche, artigiani, guide, consorzi, fondazioni, imprese private) e 6,4 milioni di euro di impegno complessivo. Inoltre, il Parco prevede di completare la terza fase Cets con la certificazione di tour operator che realizzano e vendono pacchetti di visita ai Parchi. In Europa ci sono 20 tour operator certificati.
Le dichiarazioni del Commissario
«La Cets è uno strumento che l’Europa ha dato per fare rete sul territorio ed è un passaggio importante, ci sono Paesi europei che la utilizzano di più, altri di meno», spiega il Commissario del Parco Ennio Vigne. «È una certificazione molto seria e non un documento di facciata; avremo a breve un certificatore per le verifiche, se gli esiti saranno positivi, come auspichiamo visto l’impegno, potremo pensare di accedere alla cerimonia di consegna a Bruxelles come è successo nel 2022 per la Cets 2020/2024. Da noi si è inserita in un territorio ricco di volontariato, di gente che fa impresa, anche se noi bellunesi facciamo poca squadra. Abbiamo delle eccellenze sul territorio e non sempre le promuoviamo adeguatamente, la Cets ci dà la possibilità di farlo. Gli stranieri che arrivano nelle strutture certificate sanno e apprezzano la qualità dell’ospitalità, mentre a volte facciamo più fatica a spiegarlo ai turisti italiani. Sembra quasi che se le cose sono da noi, non siano di qualità: bisogna cambiare e fare il salto di mentalità e la Cets ci aiuta in questo».
Spiega ancora Vigne: «Ora, con la fase 3, abbiamo la possibilità di organizzare pacchetti turistici appoggiandoci a un tour operator competente come il Consorzio Dolomiti Prealpi. Per fare un esempio, un turista che arriva a sceglie magari l’Alta via, potremmo poi riuscire a portarlo a visitare le nostre città e ad apprezzare la nostra cucina: il pacchetto completo valorizza le nostre attività e le nostre bellezze. Tutti i nostri artigiani e operatori che sono dentro la Cets sono di elevata qualità e questo viene riconosciuto dai turisti; il ruolo del Parco è di fare da volano, di accompagnare e di aiutare soprattutto nella promozione. L’Europa su questo ha saputo guardare avanti con questo strumento positivo che obbliga a fare squadra».