Il cammino di un popolo verso il nuovo continente portando con sé la propria cultura, i propri canti, le proprie danze, assorbendo lungo strada i canti, le danze e la cultura degli incontri fatti in un dare e ricevere che diventa ricchezza ed inclusione, perché ogni passo di un cammino se allontana da ciò che si lascia avvicina a ciò che si cerca. Questo lo spettacolo “El Corazón al Sur” che il festival “Camminando. Esperienze, sensazioni, emozioni” propone al suo sempre più numeroso pubblico venerdì 11 aprile alle 20.45 presso la Sala Auditorium di San Pietro a Mel.
Portare un evento di flamenco e tango all’interno di un festival dedicato al cammino è indubbiamente una scelta insolita, ma coraggiosa e innovativa, fortemente voluta dalla curatrice Antonella Giacomini e sostenuta da Borgo Valbelluna Safe Walking che organizza la rassegna. Una scelta che vuole confermare sempre di più come Camminando dal 2016 propone il camminare non solo come gesto fisico, ma ne considera le molteplici sfaccettature, declinandolo in ambiti anche letterari e artistici.
“El Corazón al Sur” nasce nel 2023 come sintesi del lavoro concertistico e discografico realizzato da Alberto Chicayban (chitarra classica, voce e percussione) e Michele Pucci (chitarra flamenco e percussione), il Duo Pasodoble 21, abbinato all’azione scenica della bailaora Manuela Carretta.
L’asse centrale dello spettacolo riguarda il racconto poetico-musicale e coreografico della nascita della civiltà iberoamericana, resa possibile dallo spostamento di enormi masse di individui fra Spagna, Portogallo, Africa, Sudamerica e Caraibi.
Il cammino obbligato nel Nuovo Mondo, di cui molto sa anche il popolo italiano e in particolare quello bellunese, ha determinato storicamente la costruzione di nuove identità nazionali e di conseguenti fenomeni culturali sincretici di grande potenza che hanno, poi, contaminato la stessa Europa.
Il Flamenco è l’arte gitana per eccellenza, miscela inestricabile di amore e odio, gioia e tristezza, dolore e felicità; ha il colore assordante dell’Andalusia, la pienezza antica della sua terra, il sapore luminoso del mare che la circonda. L’universo ritmico ed armonico che permea uno spettacolo di Flamenco richiama continuamente la storia dei Gitani, il loro lungo cammino dall’India verso l’Europa, le persecuzioni subite nei secoli passati, ed offre un affresco delle radici culturali di questo popolo viaggiatore, nomade per essenza e per eccellenza, con una cultura che ha fatto della creatività del viaggiare una questione strutturale e fondamentale.
Il Tango Argentino, altro stile musicale e coreografico rappresentativo del sincretismo sudamericano, ha letteralmente conquistato l’Occidente nel Novecento ed è per molti aspetti diventato sinonimo di musica e di danza raffinata e passionale.
Lo spettacolo
In un gioco di continuo coinvolgimento del pubblico, quattro saranno i personaggi femminili simbolicamente associati al processo di métissage, che si alterneranno sul palco. Tomasa (negra), Chinoca (india), Malena (creola) e Beatriz (iberica) prenderanno vita nelle coreografie originali di Manuela Carretta che, attraverso il Flamenco, metafora del Filo Rosso del Destino, amalgamerà citazioni del Maracatú, della Milonga, del Tango, del Lundú, del Fado, del Samba e della Habanera, mettendo in scena la metafora del cammino come esodo. E poi i versi sublimi di Fernando Pessoa da Autopsicografia utilizzati nel Fado scritto da Alberto Chicayban nel 1985 per il cinquantenario della morte del poeta. Il tutto intriso di arrangiamenti musicali inediti ed emozionanti, pregni di tradizione e modernità. Un cammino coinvolgente, fatto di esperienze che susciteranno forti sensazioni e indimenticabili emozioni.