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Il Piave? Un fiume ancora ricco di vita

L'ecologo Bruno Boz racconta la salute del fiume tra biodiversità e sfide

Il Piave? Un fiume ancora ricco di vita

L'ecologo Bruno Boz racconta la salute del fiume tra biodiversità e sfide

Sedersi su una pietra rotonda e calda sulle rive del fiume Piave e respirare tutta la freschezza dell’acqua, assaporare il silenzio interrotto solo dal volo ronzante degli insetti e dal ciarlio del codirosso, è un privilegio che sempre più persone riescono ad apprezzare. Ne parlo con Bruno Boz, noto ecologo fluviale e fotografo naturalista.

Come sta il Piave?

Bruno, come sta il nostro fiume?
Se facciamo riferimento alla Valbelluna, al tratto che va da Soverzene a Fener, posso affermare che il Piave è un fiume con una naturalità complessiva di rilievo dal punto di vista morfologico, con un numero contenuto di opere di artificializzazione, quali argini e difese spondali. Il suo alveo è pluricursale, formato, cioè, da diversi canali, tipico di fiumi in cui c’è una grande disponibilità di sedimenti provenienti dalle montagne; si tratta di una morfologia che favorisce la formazione di habitat diversi (barre, isole, buche) e poco comune nei fiumi della nostra penisola dove prevalgono fiumi monocursali. Il fatto che non ci siano grandi arginature, e che nel tratto ci sia un’unica barriera che interrompe la continuità longitudinale rappresentata dalla traversa di Busche, favorisce anche la connettività ecologica del nostro fiume, diretta sia da valle verso monte che dall’alveo verso il territorio circostante.

Qualità dell’acqua e specie ittiche

Che cosa mi dice della qualità dell’acqua?
In generale la qualità chimico-fisica dell’acqua è andata via via migliorando negli ultimi 50 anni grazie a sistemi fognari più funzionanti e a un’attenzione maggiore all’ambiente. Questo, unito alla buona disponibilità di habitat, ha permesso la conservazione di specie importanti come la trota marmorata, un salmonide dalle caratteristiche e dalla livrea uniche al mondo, originario del bacino del Po e dei fiumi che sfociano nell’alto Adriatico e ormai estinto in buona parte del suo areale. È il pesce simbolo del nostro fiume e fortunatamente importanti progetti stanno lavorando per la sua protezione. Oltre alla trota marmorata si conta la presenza della lampreda padana, un piccolo fossile vivente, dello scazzone (marson) sensibile alla qualità dell’acqua e di altre 5-6 specie ittiche autoctone. A differenza che in molti altri contesti, la presenza di specie aliene è fortunatamente ancora contenuta.
Un grande valore hanno le risorgive, presenti sia in destra sia in sinistra Piave, dall’acqua trasparente e a temperatura costante, zone di riproduzione e di rifugio estremamente importanti per la fauna acquatica e non solo.

Pressioni antropiche sul Piave

Quali sono le pressioni antropiche più pericolose per il nostro fiume?
A monte del tratto di cui stiamo parlando, insiste un sistema imponente di grandi impianti idroelettrici che alterano sensibilmente la portata dell’acqua che scorre nel fiume. Un altro problema è quello degli svasi: periodicamente i gestori degli impianti rimuovono il deposito di materiale accumulato nei bacini artificiali, rilasciando in poco tempo nel fiume grandi quantità di sedimenti fini, e questo comporta impatti molto significativi e duraturi sugli ecosistemi fluviali. Tale problema ha risvolti sia di tipo naturalistico, sia fruizionale-turistico. La naturalità del fiume è infine limitata dal crescente numero di interventi di artificializzazione ed escavazioni in alveo.

Cambiamento climatico e resilienza

Quali sono gli effetti del cambiamento climatico sul sistema fluviale?
Naturalmente anche il Piave risente del cambiamento del clima, tuttavia la sua naturalità ne mitiga gli effetti: gli eventi di piena estremi, tipici di questi ultimi decenni, sono retti con maggiore capacità grazie alla larghezza dell’alveo ed alla capacità di laminazione delle aree golenali; inoltre gli alvei naturali fungono da zone di ricarica delle falde acquifere, permettendo di sopportare meglio anche i tempi di magra. Anche in questo caso le risorgive garantiscono un apporto idrico costante e svolgono un ruolo vitale per l’equilibrio ecologico.

Interesse e volontariato

Nota un interesse maggiore nei confronti dell’ambiente fluviale da parte del cittadino e delle istituzioni? Quale ruolo svolge il volontariato?
In questi ultimi anni vedo un’attenzione maggiore nei confronti della natura e una riscoperta dell’ambiente fluviale. Il nostro fiume viene vissuto come luogo di benessere e di svago, anche grazie ad attività come lo sport e la pesca. Il volontariato gioca un ruolo importante per la sensibilizzazione e la responsabilità sociale su temi fondamentali legati alla nostra comunità e molti volontari, anche legati al mondo della pesca, sono attivamente impegnati in progetti di conservazione. È nato inoltre da poco il Gruppo Naturalistico Piave che promuove progetti e studi per valorizzare un patrimonio di grande pregio che ci appartiene. Riuscire a mantenere un ambiente fluviale sano e naturale è una sfida che non dobbiamo perdere e forse non abbiamo ancora piena consapevolezza del valore che il Piave costituisce per il nostro territorio.