800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Il Fico

Cibo degli Dei

Il Fico

Cibo degli Dei

Nel mito greco i fichi erano cibo riservato agli dei, gli antichi Egizi e poi anche gli Ebrei li usavano per curare le infiammazioni cutanee e nel Libro della Genesi una foglia di fico copriva le nudità di Adamo dopo la consumazione del “frutto proibito”.

Fu Demetra, figlia di Crono e Rea, dea protettrice dei raccolti e delle leggi sacre, artefice del ciclo delle stagioni, a donare una pianta di fico all’eroe Fitalo che l’aveva trattata con gentilezza sulle rive del fiume Cefiso (nella mitologia romana la figura di Demetra corrisponde a quella di Cerere da cui deriva il termine “cereali”). In seguito il fico assieme all’uva venne dedicato al culto di Dioniso (Bacco per i romani).

Alimento per filosofi, il fico era consigliato anche da Platone, soprannominato appunto “mangiatore di fichi”, perché “rinvigorisce l’intelligenza”, mentre Aristotele lo indicava per cancellare le macchie sulla pelle e per curare la raucedine. In epoca romana Plinio il Vecchio ne testimoniò l’importanza asserendo che “… aumenta la forza dei giovani, migliora la salute dei vecchi e riduce le rughe.”

Il suo nome botanico è Ficus carica ed appartiene alla famiglia delle Moracee, assieme al Gelso. Pur essendo una specie Dioica (come il Kiwi-Actinidia), che ha cioè piante con solo fiori maschili dette Caprifico e piante con solo fiori femminili, il fico che noi conosciamo e che piantiamo nei nostri frutteti e giardini è sempre solo di piante femmine.

Si piantano solo fichi femmina perché solo loro producono quei frutti commestibili (ed anche buonissimi) che noi consumiamo sulle nostre tavole; il Caprifico produce invece falsi frutti non commestibili. La natura e la successiva selezione dell’uomo ha reso le piante femmina in grado di produrre i loro frutti (i fichi) senza l’impollinazione maschile ma per partenocarpia, rendendo inutile la presenza del Caprifico. In parole povere le femmine del fico si arrangiano da sole a produrre i frutti che noi cogliamo e di cui siamo ghiotti e dei poveri ed inutili Caprifichi non se ne vede più traccia.

Ma attenzione! Questi frutti (i fichi) prodotti dalle piante femmina sono sterili, con semi sterili perché non fecondati dal polline maschile, quindi non in grado di riprodurre nuove piante. Solo l’azione dell’uomo può realizzare la riproduzione del fico.

Come? Attraverso la moltiplicazione per talea! Quindi è esclusivamente l’opera dell’uomo in grado di mantenere viva la specie di Ficus carica, questo dono degli dei che allieta le nostre tavole.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.