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Il Feudo di Mel

da cartaceo a social

Il Feudo di Mel

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Foto storiche sinistra piave

Tutte le cronache di Borgo Valbelluna via social. Incentivare e promuovere la cultura, nei giorni di permanenza a casa in ossequio ai decreti, è l’obiettivo dell’associazione culturale Feudo di Mel. Cercando @associazionefeudomel su Facebook è, infatti, possibile reperire facilmente cronache, aneddoti, racconti, materiale fotografico riguardante il territorio, tratto da archivi storici privati a disposizione del sodalizio. «Come ente culturale ci è sembrato doveroso permettere alle persone di conoscere alcune vicende storiche comodamente sedute sul proprio divano. Il solo fatto che ci siano limitazioni non significa che la cultura non possa muoversi di casa in casa», spiega uno dei suoi soci fondatori, Andrea Robassa.

Gli argomenti trattati non riguardano esclusivamente la frazione di Mel ma l’intero territorio di Borgo Valbelluna. «Sono storie che nel corso degli anni sono già state pubblicate da varie riviste o libri. Noi abbiamo pensato di riproporle tenendo conto del maggiore tempo che la gente ha in questo momento per visionarle. Il tutto per la prima volta sui social» fa sapere Robassa.

Così, scorrendo la pagina si trova, ad esempio, un approfondimento sull’Osteria Pezzin, a cura di Flavio Tremea e tratto da “Artigiani Ieri”. Si legge: “Da Pezzin (…) si concentra tutto il movimento del paese. Qui c’è la fermata della corriera Zasio; qui è sistemata l’unica cassetta postale della frazione; qui il postino Amedeo smista e rileva la posta; qui c’è la pubblica fontana, a cui tutti attingono, ivi compreso il bestiame; qui sostano i passanti delle Ville e i forestieri per ristorarsi con un eccellente quartino di bianco; qui si intrecciano gli affari e si brinda agli affari conclusi; qui i nostri padri accendono bibliche sbronze, prerogativa irrinunciabile dei veri padroni di casa.
Per le nonne c’è perfino il Capitel, approccio feriale con Domine Dio e la Madonna della Pissota, la cui protezione è costantemente invocata. Da Pezzin c’è anche la possibilità di svagarsi con il gioco delle bocce, a cui si cimentano in verità soltanto i più muscolosi, essendo le bocce in legno e delle dimensioni del melone; ai meno dotati è invece riservato il tifo e l’applauso”. È solo un esempio che però permette di ricostruire bene uno spaccato di vita sociale, già pubblicato ma difficilmente consultabile da chi non ha in mano la rivista cartacea. Ancora si trovano una bella poesia di Ignazio Chiarelli sulla Valbelluna tratta da “Andove, turchina, passa la Piave” e un approfondimento sul Castello di Zumelle tratto dal libro “Saluti da Mel” di Paola Brunello e Dario Tonet.

«Tutto il materiale pubblicato è legato ad autori locali. In questo senso ci affidiamo ai testi scritti del maestro Nino Sartori, del professore Sauro Francescon e dello storico ed ex sindaco di Lentiai, Flavio Tremea. Oltre a questi personaggi, che non sono più in vita, collaboriamo con due autori contemporanei come Paola Brunello e Dario Tonet.

Gli articoli che proponiamo sono in parte legati a materiale storico che dei privati ci hanno messo a disposizione ed in parte legati all’archivio di Giovanni “Nino” Sartori», aggiunge Robassa. «I racconti che riproponiamo sono legati a vicende del passato che probabilmente i più non conoscono e che comunque rappresentano momenti di vita sociale e di serenità, elemento che in questo momento manca in tutti noi. Attraverso i ricordi aumenta la speranza nel futuro, se si pensa alle difficoltà che i nostri avi hanno dovuto affrontare nel corso della vita».
Visto che vi sono anche molti materiali inediti, inoltre, l’associazione Feudo sta lavorando alla realizzazione di un libro da pubblicare nel prossimo inverno che riguarderà le scuole tra fine Ottocento e la seconda Guerra e conterrà racconti e foto ad esse legati.

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