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Il distretto dell’occhialeria bellunese

come siamo diventati i primi al mondo

Il distretto dell’occhialeria bellunese

come siamo diventati i primi al mondo

In tutto il mondo la produzione totale di occhiali e lenti vale circa 10 miliardi di euro. Tra tutti i Paesi, l’Italia ne è il primo produttore in Europa e il secondo al mondo. Anzi, se consideriamo solo il segmento lusso abbiamo il primato mondiale. Circa 850 imprese e più di 18.000 dipendenti e il centro di tutto questo è proprio il territorio bellunese. Come è stato possibile raggiungere questi numeri da record e – soprattutto – perché proprio qui?

come mai proprio a Belluno?
Il Bellunese è stato terra fertile per la nascita dell’impresa. La ricchezza dei corsi d’acqua garantiva un’abbondanza di energia idraulica. A questo bisogna aggiungere la disponibilità di manodopera a basso costo e la forza lavoro della popolazione locale. Certo c’erano anche un bel po’ di problemi logistici: l’area del Cadore (dove tutto è nato) era esclusa dal traffico principale. Eppure, questo non si è rivelato un ostacolo insormontabile proprio perché stiamo parlando di occhiali, un prodotto che entra in una mano e pesa qualche decina di grammi. Infine, non è un caso che il Bellunese si trovi nella stessa regione della Serenissima. A Murano, dove si lavorava il vetro, si producevano anche le lenti. Anzi, Venezia, ai suoi tempi, ne era prima produttrice d’Europa!

Breve storia degli occhiali:
ecco come è iniziata
Risale al 1300 il primo documento che attesta la produzione di lenti a Venezia. A quel tempo la montatura era fatta da due cerchietti di cuoio o metallo che si tenevano in mano o si appoggiavano al naso. Gli occhiali erano per i dotti e per ricchi, e ben presto iniziarono a diventare anche un ornamento oltre che uno strumento, anticipando una tendenza che sarebbe tornata diversi secoli dopo. L’occhiale come lo conosciamo oggi nasce dall’intuizione dell’ottico inglese Edward Scarlett, che per primo fonde la stanghetta da parrucca con i cerchi delle lenti per appoggiarle sulle orecchie. Si usavano ancora materiali come corno, tartaruga e avorio. Solo a fine Ottocento nasce la celluloide, che sarebbe presto diventata acetato di cellulosa. In quel secolo gli occhiali restavano diffusi solo nelle grandi cittadine, mentre nei piccoli paesi ci sia affidava agli oculisti ambulanti che sottoponevano i clienti a test della vista molto sommari. Basti pensare che spesso si usava lo stesso paio di occhiali in tutta la famiglia! Tra questi oculisti ambulanti ce n’era uno che ricordiamo molto bene. Il suo nome era Angelo Frescura.

Il distretto dell’occhialeria bellunese
Nel 1878 Angelo Frescura fonda a Calalzo di Cadore la prima fabbrica per la produzione artigianale delle montature per occhiali, insieme a suo fratello Leone e a Giovanni Lozza. Il distretto inizia pian piano ad ampliarsi e negli anni 20 iniziano ad aggiungersi le imprese che fanno da contorno agli occhiali e che producono astucci per occhiali, minuterie, attrezzature ottiche e così via. Ma il vero e proprio processo di trasformazione in distretto avviene negli anni 70. Da quel momento la crescita è esponenziale. Negli anni 90 la svolta. L’occhiale diventa accessorio moda prima ancora di essere prodotto sanitario. È un modo per esprimere personalità al pari di un abito e diventa protagonista delle passerelle.

È boom degli occhiali da sole e degli occhiali griffati. Le aziende iniziano a firmare contratti con le grandi case di moda e questo cambia un po’ le carte in tavola. La competizione è ormai internazionale e diventa sempre più intensa. Le aziende si trasformano di conseguenza. Il tasso di occupazione sale, ma il numero di attività diminuisce: questo significa che le grandi imprese iniziano ad assorbire le più piccole. Sappiamo tutti come è finita. Il distretto dell’occhialeria bellunese è famoso in tutto il mondo per le sue Big 4, ma allo stesso tempo sopravvivono nel territorio tante altre piccole e medie imprese che tramandano il loro know-how e creano innovazione.
Anzi sono proprio queste attività che danno maggiore valore al Made in Italy, soprattutto dopo la delocalizzazione dei processi produttivi operata da tutte le grandi multinazionali.

Ma un distretto non è solo produzione. È anche ambiente sociale. Ben presto sono nate le scuole di ottica e gli indirizzi industriali finalizzati proprio alla creazione dell’occhiale. È nata anche Certottica, l’Istituto Italiano di certificazione dei prodotti ottici, nonché centro di ricerca sull’occhiale. Insomma, non solo montature ma tutto il contorno. Ne abbiamo fatta di strada dalla prima bottega di Angelo Frescura. Oggi il distretto dell’occhialeria bellunese è fiore all’occhiello d’Italia e, tra le grandi multinazionali e le botteghe artigianali, rimane una realtà unica al mondo.

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