C’è stato un tempo in cui i bambini e le bambine a scuola avevano non poche difficoltà con l’italiano. Il dialetto era la lingua conosciuta e utilizzata. Se vi è mai capitato di leggere la lettera di un bisnonno che mandava sue notizie dal luogo dove era emigrato, noterete come spesso l’italiano non fosse altro che dialetto edulcorato, un tentativo di scrivere in una lingua che non si padroneggiava del tutto.
Chissà cosa direbbero oggi i bisnonni e quali bei voti porterebbero a casa, se frequentassero la scuola primaria di Voltago Agordino? Già, perché l’amministrazione del piccolo Comune (799 abitanti) ha fatto una proposta particolare ai genitori incontrati al recente Openday: l’introduzione dell’ora di dialetto. Abbiamo fatto una chiacchierata con Giuseppe Schena, sindaco di Voltago, che ci ha illustrato questo interessante progetto.
Un’ora di dialetto alla settimana
Quanti sono i bambini che frequentano la scuola? Come è venuta l’idea dell’ora di dialetto? «Sono 16 dalla classe prima alla quinta. L’idea è venuta alla presentazione del volume Proverbi Agordini promossa dall’Union Ladina Agordin Sotciusa, che ha ripreso e ampliato l’importante lavoro fatto nel 1965 dal linguista Giovanni Battista Rossi: mi sono accorto di quanti termini dialettali stiamo perdendo. Un patrimonio intangibile che non riusciremo a conservare se non lo passiamo alle nuove generazioni. Così, con l’Amministrazione Comunale abbiamo avanzato la proposta di inserire un’ora di dialetto alla settimana. Molti genitori erano felici e affascinati dalla proposta, anche le insegnanti si sono dette disponibili ad avviare la sperimentazione.»
Il sostegno della legge regionale
Esiste anche una legge regionale a supporto di iniziative di questo genere, giusto? «Sì, la legge regionale 30/2021 che prevede sostegni alle attività atte alla conservazione e alla valorizzazione delle lingue locali, se inserite nell’elenco delle minoranze linguistiche tutelate, come è appunto il Ladin Agordin. Inoltre, nello statuto comunale di Voltago viene dichiarato l’impegno dell’ente nella tutela della sua peculiarità ladina nell’unità della Repubblica Italiana.»
Laboratorio artistico sui proverbi
Avete attivato altre iniziative di questo tipo? «Sì, a febbraio è iniziato un laboratorio artistico sui proverbi popolari agordini a cura di un nostro concittadino: Gabriele Riva, graphic designer ed esperto di cultura locale.»
Immagina che questa offerta formativa possa interessare anche famiglie da fuori comune? «Credo che investire nella scuola non sia mai sbagliato. Lo stiamo facendo con il doposcuola e il tempo prolungato all’Infanzia, sistemando i locali e ora proponendo dei percorsi didattici finanziati dal Comune. Le famiglie che scelgono la scuola di Voltago lo fanno perché volenterose, quanto noi, di salvare le scuole dei piccoli paesi e convinte, quanto noi, che una scuola piccola sia spesso sinonimo di cura, attenzione e, perché no, di proposte originali.»
Ci dice una frase in dialetto a lei cara? «Recordeve semper che, anca se rivé lontan, no dové mai ve desmentegà da onde che sié partidi.»