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Il convento di Santa Maria degli Angeli

Parole e immagini per rivederlo

Il convento di Santa Maria degli Angeli

Parole e immagini per rivederlo

Tempo fa l’associazione culturale “Il Fondaco per Feltre”, ascoltando l’invito di don Giulio Perotto, ha pubblicato una piccola guida illustrata sui conventi perduti di Feltre. Perduti ma non dimenticati, vista l’importante funzione sociale e civile che ebbero nel territorio. Tra questi, figura quello delle Clarisse di stretta osservanza di Santa Maria degli Angeli. Di esso ora resta solo un’ala delle quattro che proteggevano il porticato.

Ma com’era questo convento? Ci aiutano nella ricerca un dipinto del pittore Gerolamo Turro ( 1689-1744), che lo descrive per immagini, ed il libro di don Antonio Vecellio (1837-1912) intitolato “I conventi di Feltre”, che lo racconta a parole. Da questi dati “Il Fondaco” ha preso lo spunto per un’idea: unire immagini e parole. Così è stato riprodotto il quadro, grazie alla disponibilità della curatrice dei Musei Civici Tiziana Casagrande, ed è stata stampata una scheda, che riprende il testo del Vecellio, accompagnata dalla biografia del pittore Gerolamo Turro.

Turro nacque nel 1689 nel contado feltrino, presso Cesiomaggiore. Figlio di contadini , dimostrò fin da ragazzo capacità di disegno, tanto da essere aiutato dal parroco di Cesio, Francesco Murano, a coltivare il proprio talento prima presso il pittore feltrino Francesco Brandalise e poi, con l’appoggio dei maggiorenti locali, a Venezia.

Divenne un artista apprezzato da molti; possiamo citare sue opere per i conventi di Santa Chiara, Santa Maria degli Angeli e Santo Spirito. Perfino la chiesa di Sant’Anna a Foen ha un suo quadro che rappresenta l’apparizione del Bambino Gesù a Sant’Antonio. Un altro abbelliva la cappelletta di Santa Elisabetta a Villabruna. Non mancarono le commissioni delle famiglie Canton, Sandi, Villabruna, Angeli, Norcen, de Mezzan, Guillermi. Egli lavorò anche ad un affresco nella casa di Lucio Argenta (1719) e qui conobbe la sua giovane figlia Lucia.
Innamoratosi della ragazza, non volle mai accondiscendere a tale sentimento, conscio della differenza di stato che li divideva. Questo lo fece cadere in una grave psicastenia che lo costrinse ad un ricovero nell’ospedale di Santa Maria del Prato. Lo storico Mario Gaggia ne trascrisse l’atto di morte: “Dominus Hieronimus Turro pictor annorum qunquaginta […] obiit in xenodochio S.ae Mariae a Prato”(il signore Gerolamo Turro pittore di anni 50 […] morì nell’ ospizio di santa Maria del Prato). Era il 1° novembre 1739.

“Il Fondaco per Feltre”, con il patrocinio della parrocchia di Santa Maria degli Angeli, dell’associazione culturale “Restaurart” e del Comune di Feltre, il 25 marzo nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, ha così presentato l’iniziativa dal titolo “C’era una volta… il convento di Santa Maria degli Angeli”. Sono intervenuti lo storico dell’arte Enrico Tonin , che ha descritto le opere più notevoli della chiesa e Giuditta Guiotto che ha identificato nelle immagini del Turro le strutture che componevano il convento, che non esistono più se non nel dipinto.

Suggestivo è il gesto intenso del Beato Bernardino che offre a Maria e ai Feltrini quello che nelle sue intenzioni era un luogo dove le clarisse potessero pregare, riparate dal “mondo” e offrire sacrifici per la salvezza delle loro anime e di quelle dei loro concittadini. E così fu, anche se dirlo oggi è fuori moda. Sopra lui si addensa una paradisiaca folla di Santi: la Vergine con il Bambino, S. Michele, S. Teresa d’Avila, il Vescovo S. Crescenzio, S. Antonio, S. Chiara , S. Francesco di Paola e S. Francesco.

“Il Fondaco” nell’occasione ha donato alla chiesa la copia del quadro e la scheda allegata che resterà d’ora in poi nel sacro edificio a disposizione degli storici, dei fedeli e dei turisti.

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