Procedendo verso il piazzale del beato Tomitano, a Feltre, incontriamo il Seminario Vescovile, un tempo convento di Santa Chiara. Viene fondato, secondo lo storico Luca Waddingo (autore degli “Annali della religione francescana”), nel 1297 durante l’episcopato di Jacopo Casale. L’ordine che abita il convento è quello delle Clarisse, ordine monastico di clausura, chiamate anche monache di Santa Chiara o monache francescane, perché ispirate alla regola dell’Ordine dei frati minori.
Durante il rovinoso incendio della città di Feltre del 1510, anche il convento di Santa Chiara venne distrutto, e successivamente ricostruito. Dopo la ricostruzione del convento, le suore si dedicano con sollecitudine all’istruzione delle giovani fanciulle delle famiglie della città.
I decreti napoleonidi dell’inizio dell’Ottocento imposero la soppressione anche di questo convento, obbligando le suore a ritornare nelle proprie famiglie d’origine e solo successivamente a riunirsi alle religiose del convento di Santa Maria degli angeli. Le truppe napoleoniche utilizzarono l’edificio come caserma, mentre nel 1863 venne convertito a lazzaretto. Successivamente, grazie al progetto dell’architetto Giuseppe Segusini, viene riqualificato come seminario vescovile della diocesi, ritornando alla sua funzione originaria di educazione e formazione di religiosi.
Negli anni 60 del secolo scorso, è stato abbattuto il volto (arco) chiamato di “Santa Chiara”, che ancora si trova in qualche cartolina e che collegava il complesso conventuale con l’attuale struttura alberghiera; la decisione viene presa perché era diventato troppo stretto per il transito dei veicoli. Oggi il complesso del seminario accoglie non solo istituzioni scolastiche e universitarie di varia natura e a seconda delle necessità, ma anche ospita i pellegrini nelle stanze dei seminaristi all’ultimo piano del palazzo.