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Il contado di Zumelle

sotto il Governo della Serenissima

Il contado di Zumelle

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Nel 1404, e in via definitiva nel 1420, lo Stato Veneto prendeva possesso del Contado di Zumelle, per volontà comune delle due parti. Il 7 aprile del 1422 il Doge Mocenigo investe con il titolo di conti la nobile famiglia veneziana Zorzi volendo “compensare” agli stessi la perdita sul dominio delle isole dalmate di Curzola e Meleda. Il conte Zorzi Zorzi, sposato con Elena Bragadin, diventa cosi il primo conte di Zumelle; palesemente i conti non avevano dimora a Mel, ma tra gli obblighi, nell’atto di investitura, v’era la residenza indispensabile di un Vicario. I conti Zorzi rimasero, pur con qualche contesa giudiziaria, signori di Mel per tre secoli. Il secondo conte, subentrato al padre Zorzi, si chiamava Giacomo ed era sposato con una Valier, ma alla sua morte, avvenuta nel 1439, non aveva eredi maschi, pur avendo avuto molti figli. Suo fratello Andrea portò avanti la successione del feudo, con il figlio Costantino terzo conte di Mel, nato nel 1486. Alla sua morte, avvenuta nel 1558, il Contado di Mel passa al figlio Zorzi (Giorgio) nato nel 1529, sposatosi con Barbara Zen; dalla loro unione nascono tre figlie: Lucrezia, Elisabetta, Costantina (che andrà suora). Le prime due sposano due fratelli, sempre di un casato Zorzi, Lucrezia con Zuanne e Elisabetta con Giacomo. Lucrezia avrà quattro figli tra cui Costantino nato nel 1584; Alvise, figlio di Costantino, si sposerà due volte, la prima con una Grimani, la seconda con una Gritti. Alvise morirà nel 1710 senza discendenti maschi; sua sorella Isabetta sposa Ottaviano Gritti nel 1644, non essendoci più discendenti di casa Zorzi. Il Doge Giovanni Corner, nell’anno 1720, investì così il feudo zumellese alla nobile famiglia veneziana dei Gritti, che lo gestirono fino alla caduta della Repubblica Veneta avvenuta quando i francesi di Napoleone invasero il Veneto nel 1797.

Si riporta, di seguito, un estratto dal testamento di Lucrezia Zorzi, contessa di Zumelle (Archivio di Stato di Venezia, notaio Erizzo).

“(Venezia) 1618, Adi primo zugno.
Con il nome del Signor Idio, Padre, Figliollo e Spirito Santo e della Regina del cielo con tutti li Santi del Paradiso (…). Io Lugrezia Zorzi consorte dil clarissimo signor Zuane Zorzi (ramo collaterale alla sua famiglia), fu del illustrissimo sor Paullo, ritrovandomi alquanto indisposta del corpo ma sana della mente et intelletto volendo far il presente mio testamento di mia mano propia anulando tutti gli altri, pregando sua Divina Maestà mi risani se gli piacce con salutte della anema mia […] Il corpo mio volglio sii sepolto nella chiesa di San Marchuolla (Venezia sestriere Canareggio, chiesa S. Marcuola), nella archa delli quondam illustrissimi padri e madre […] Lasso e voglio che la mia giuriditione dil mio Contado de Zumelle sii godutta per Zorzi Zorzi e Costantino (Costantino podestà di Belluno 1619-1621) miei cari filgliolli per in fina viverano cio e tre ani per uno (non viene citato l’altro suo figlio Giacomo) come facio io con la illustrissima signora mia sorella (Elisabetta) e morendo uno vadi nellaltro sino viverà et da poi la sua morte voglio che ditta miha giuriditione di detto Contado vadi nel primo genito di quello mio figliolo si mariterà che abbi nome Zorzi Zorzi (Giorgio Zorzi) et cusi di primo genito in primo genito in perpetuo che abbi nome Zorzi et in caso tutti doi miei filgliolli si maritasero, voglio che detto mio Contado e mia giuriditione vada partitta tra li primi geniti di essi miei filgliolli che habino nome Zorzi e sii godutta tra loro ani tre per uno come o detto di sopra et cosi di primi geniti in primi geneti di detti miei filgliolli et loro filgliolli descendenti da cha (casato) Zorzi in perpetuo et non avendo mascholi vadi nelle femine prime genite et in cazo detti miei filglioli et loro filgliole et morta la descendentia si maschulina come feminina manchasero senza filglioli volglio che la mia giuriditione et Contado vadi alla mia carisima figliolla Barbera Sagredo (La sorella, Barbara Zorzi sposa Pietro Sagredo) et da poi la sua morte al suo primo genito in primo genito in perpetuo et manchando la descendentia masculina vadi nella descendentia feminina in perpetuo di detta mia filgliolla con sua conditione che detti miei filglioli non posi in alchun tempo ne vender ne in pegnar ne alchun modo obbligar ma resti sempre sotto fide comiso (fidecommesso: disposizione testamentaria per chi è erede, abbia l’obbligo di conservare l’eredità e di trasmetterla ai posteri) in perpetuo ditto Contado e giuriditione […]
Giesù Maria”

Lucrezia Zorzi muore a Venezia nel febbraio del 1638.

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