800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Il cigno dietro le apparenze

Una fiaba che ci invita a valorizzare le diversità

Il cigno dietro le apparenze

Una fiaba che ci invita a valorizzare le diversità

L’anatra è spesso presente nelle mense dei racconti fiabeschi, come cibo tra i più popolari, accanto alla selvaggina. Andiamo però ad esplorare i significati profondi legati a questo animale, in particolare quelli che troviamo rappresentati nella fiaba “Il brutto anatroccolo” di Hans Christian Andersen.

Quale significato simbolico ha l’anatra?
L’anatra è un uccello migratore ed è la personificazione del viaggio iniziatico, simboleggia la difficile ricerca spirituale e il ciclo delle rinascite. Forse a causa della sua primordiale relazione con le paludi, luogo comunemente associato alla morte e alla sventura, in Italia (soprattutto nel sud) e in Francia l’anatra assume più un ruolo di portatore di sfortuna. Per il fatto che voli sulla superficie dell’acqua l’anatra è considerata anche simbolo di superficialità, di maldicenze, inganni e tradimento.
“Il brutto anatroccolo”: quando la diversità diventa bellezza. In questa fiaba si racconta la storia di un cucciolo d’anatra grigio e goffo, che per queste ragioni fin dalla nascita subisce l’emarginazione dei suoi fratelli. Mamma anatra cerca di difenderlo finché può, ma non riesce a fare a meno di notare a sua volta l’irritante difformità del suo pulcino. Soggetto a continui maltrattamenti, il piccolo decide di fuggire dallo stagno per trovare casa altrove, ma nel corso del suo viaggio non fa che incontrare situazioni da cui si sente escluso, rigettato o maltrattato. A primavera l’anatroccolo vagabondo si avvicina ad uno stagno in cui vede nuotare un gruppo di creature bellissime e maestose e rimane di stucco quando per la prima volta nella sua vita non viene allontanato; anzi, viene accolto con calore. Nuotando al loro fianco, osserva il proprio riflesso nell’acqua: il piccolo anatroccolo è diventato un cigno! La diversità che a lungo lo aveva fatto soffrire era solo un indizio del suo essere speciale, del suo essere destinato a una grandezza che nessuno poteva intuire finché era solo un cucciolo.

Una fiaba per aprire la mente ed esplorare tutte le direzioni possibili. “Il brutto anatroccolo” è una meravigliosa e dolorosa metafora della diversità, vissuta e raccontata come solitudine ed esilio.
Parla a bambini e ragazzi incitandoli a riflettere sul valore che può nascondersi dietro a chi non ci sembra immediatamente incasellabile, e che perciò in molti sono portati a estromettere o a prendere in giro, perché spesso siamo portati a respingere ciò che inizialmente ci sembra estraneo. La fiaba ci mostra come il brutto anatroccolo, che oggi ci fa ridere, un giorno potrebbe sbalordirci mostrandosi cigno e colpirci per la sua bellezza o il suo talento.
La fiaba parla anche a tutti i giovani outsider del mondo: ricorda loro che essere esclusi dal gruppo, o dal branco, non ha nulla a che vedere col proprio intrinseco valore. Anzi: è possibile che proprio ciò che rende speciale un giovane – e che di fatto lo rende diverso dai suoi coetanei – sia ciò che da grande lo distinguerà dalla massa, finendo per rappresentare la cifra della sua fortuna.

Il percorso per appropriarsi della propria diversità può essere solitario e doloroso, ma può infine condurre a una forma di felicità consapevole e straordinaria.
Nel pollaio l’anatroccolo pativa le pene peggiori ed era considerato una nullità, doveva cambiare contesto per riappropriarsi del sé e valorizzare la sua individualità. Si scopre che l’anatroccolo non doveva cambiare o modificare il proprio essere per adeguarsi alla comunità d’appartenenza: era sempre stato un bellissimo cigno, solo ebbe la sfortuna di nascere in un pollaio, in mezzo a delle anatre schiamazzanti che non erano in grado di cogliere la sua bellezza.

Agli occhi delle anatre lui non era che un “diverso” perché non corrispondeva ai valori sociali (e soprattutto estetici) della comunità in cui era inserito. Andersen propone così un’implicita analisi del concetto di diversità dimostrando la necessità dell’accettazione dell’altro, della tolleranza e del rispetto. Il messaggio più profondo racchiuso nel racconto consiste proprio nel porre in rilievo il “valore intrinseco” di ciascuno: dentro ogni essere umano è racchiuso uno “splendido cigno”, che però non appare agli occhi di non sa vederlo.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.