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Il ciclismo bellunese

con la presidente provinciale FCI Mara Agricola

Il ciclismo bellunese

con la presidente provinciale FCI Mara Agricola

Mara Agricola, limanese, ricopre da quattro anni la carica di presidente provinciale della Fci (Federazione Ciclistica Italiana), della quale fanno parte tutti gli atleti agonisti, dalle categorie giovanili agli Elite. Ha quindi un punto di vista privilegiato sulla situazione del ciclismo bellunese e ne approfitto per chiederle alcune considerazioni.

Qual è lo stato di salute delle associazioni bellunesi?
«Belluno conta 14 società affiliate, due in meno rispetto al 2023. La riforma dello sport ha messo in crisi in modo più o meno importante tutte le società sportive con un aggravio di oneri sia burocratici che monetari non proprio indifferente. Anche l’organizzazione di una gara è diventata molto più complicata, ma nonostante ciò tutte si stanno comunque adeguando.»

I bellunesi preferiscono la mountain bike o la bici da strada?
«La mountain bike ha decisamente più rilevanza, soprattutto a livello di manifestazioni. A titolo di esempio, l’ormai classica tre giorni in Alpago, con gli Internazionali d’Italia e i Nazionali giovanili, e quest’anno ci sarà il Campionato Italiano Downhill a Cortina. È anche una questione di territorio, qui da noi nei mesi invernali fare bici da strada risulta più difficoltoso se non impossibile. Nonostante ciò anche l’asfalto può contare su manifestazioni rinomate come la Gran Fondo Sportful e altre gare minori. »

Il numero di bambini e ragazzi che si avvicinano a questo sport è sempre più o meno costante?
«Si, a livello giovanile siamo sempre sugli stessi numeri, nella stragrande maggioranza orientati verso la mountain bike anche perché solo le squadre del Foen e del Fonzaso fanno strada a livello giovanile, con qualche presenza anche tra le file del Bettini Bike e della Winnerbike. Dai 16 anni però per fare ciclismo su strada tocca uscire di provincia. Per le ragazza la situazione è ancora più difficoltosa perché una volta uscite dalla categoria giovanissimi (quindi dai 13 anni) le gare ad esse dedicate sono poche e tutte distanti. La mountain bike invece riesce a dare più possibilità, ne sono esempio Giada Specia e Giorgia Marchet che gareggiano ad alto livello»

Quanto incide, secondo lei, la pericolosità della strada nella scelta dei genitori di portare il proprio figlio a correre con le ruote larghe piuttosto che con quelle strette?
«Molto e sempre di più, ma non solo qui da noi, è un problema generalizzato. Molte società spingono per avere dei circuiti chiusi al traffico dove poter allenare i ragazzini, ma non è una cosa di facile attuazione. In realtà basterebbe solo un poco di rispetto da parte di tutti, ma ho come l’impressione che i ciclisti siano tra le categorie più odiate in special modo qui nel bellunese. Noi del comitato provinciale cerchiamo di fare la nostra parte promuovendo incontri nelle scuole attraverso il progetto “sicuri in bicicletta”. Anche le istituzioni a livello nazionale dovrebbero però essere più incisive, ad esempio mettendo l’obbligo del casco almeno per i minorenni, anche se io lo raccomando a tutti!»

E-bike e Gravel sono due “new entry” nel mondo delle due ruote che hanno avvicinato alla bicicletta un sacco di persone. Che posto hanno all’interno della Fci?
«Per quanto riguarda l’E-bike, esiste un Campionato Italiano per la specialità cross country che l’anno scorso è stato vinto dal bellunese Mauro Scagliarini, mentre la Gravel resta per il momento nel campo amatoriale»

Quest’ anno il Giro d’Italia avrà ancora una partenza dal nostro territorio. Avete in programma qualcosa per celebrare l’evento?
«Il 25 maggio ci sarà la partenza dal comune di Alpago e come Comitato stiamo organizzando delle attività coi ragazzini per il mattino. È sempre bello vedere i piccoli emozionati di fronte ai loro beniamini, e chissà che magari fra qualche anno uno di loro non sia lì, sulla linea di partenza.»

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31/05/2024

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