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Il censimento degli uccelli in provincia di belluno

si studiano gli acquatici svernanti

Il censimento degli uccelli in provincia di belluno

si studiano gli acquatici svernanti

Ogni anno, a gennaio, anche le zone umide della provincia di Belluno vengono interessate dal censimento degli uccelli acquatici svernanti, secondo un progetto internazionale, facente capo a Wetlands International. In Italia l’attività è coordinata da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che ha iniziato i monitoraggi attorno alla metà degli anni 70 arrivando a coprire, dalla fine degli anni 90, praticamente tutto il territorio (oltre 2600 zone umide elementari: laghi, tratti di fiume, di mare e di lagune costiere).

Il censimento IWC è un monitoraggio di tipo assoluto: mirato cioè ad accertare la consistenza numerica di tutte le specie di uccelli acquatici presenti in ciascuna zona umida censita. I rilevatori sono organizzati in squadre di almeno due persone che, munite di binocoli e cannocchiali, effettuano un censimento coordinato e simultaneo dell’area di indagine loro assegnata, annotando specie presenti, numero di individui ed eventuali spostamenti di gruppi di individui verso aree adiacenti.

Anche se le zone umide in provincia di Belluno costituiscono un habitat marginale in termini di superficie, esse rivestono un ruolo importante nell’ospitare gli uccelli. Delle 248 specie “recenti”, segnalate in provincia di Belluno nella seconda metà del XX secolo, 89 sono ecologicamente dipendenti da tali ambienti, mentre ulteriori 18 specie (pari complessivamente al 43% dell’avifauna provinciale) vengono osservate quasi esclusivamente in corrispondenza dei laghi e dei principali corsi d’acqua. Le nostre valli fluviali e gli ambienti presenti rappresentano infatti importanti direttrici di spostamento attraverso l’arco alpino, ma anche punti preferenziali di sosta migratoria o di svernamento.

Iniziato con regolarità nel 1989, il censimento IWC interessa le 25 zone umide individuate in provincia di Belluno (fiume Piave tra Longarone e il confine provinciale, laghi di Val Gallina, S. Croce, Mis, Corlo). Per le specie che tendono a raggrupparsi in dormitori dove trascorrere la notte (cormorani, aironi, gabbiani) al censimento diurno (svolto di regola tra le 8.30 e le 15) viene affiancato un censimento al tramonto in corrispondenza dei “roost” (dormitori).

L’avifauna risulta soprattutto concentrata in quattro aree (Piave, S. Croce, Mis e Corlo-Cismon), dove si possono osservare specie molto diffuse come il Germano reale o molto rare come il Quattrocchi che arriva dalla lontana Islanda.

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