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Il reduce: il ricordo di Renato De Mari sull’Heysel

Renato De Mari ricorda la tragedia dell'Heysel in un romanzo liberatorio

Il reduce: il ricordo di Renato De Mari sull’Heysel

Renato De Mari ricorda la tragedia dell'Heysel in un romanzo liberatorio

Il 29 maggio 1985 doveva essere una notte di festa: c’era la finale di Coppa dei Campioni. Migliaia di tifosi arrivarono allo stadio Heysel di Bruxelles, senza immaginare che quella partita sarebbe passata alla storia come una delle più grandi tragedie del calcio (morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600). Renato De Mari era lì, partito da Mel con gli amici Renato Menel e Mario De Battisti. Il ricordo di quell’evento ha segnato profondamente l’animo dei tre tifosi, e De Mari ha deciso di mettere nero su bianco tutti i suoi ricordi. Nasce così il romanzo breve Il reduce.

Perché scrivere dopo tanti anni

Come mai hai deciso di scrivere questo libro dopo tanti anni? All’inizio non volevo scrivere niente perché ne parlavano tutti. Poi, negli anni, ho iniziato a buttare giù una pagina ogni tanto, senza ambizione. Nel frattempo, sono scomparsi prematuramente gli amici con cui avevo fatto quel viaggio e ho trovato una pubblicazione francese con le fotografie dei morti. Quell’articolo mi ha colpito. Scrivere è stata una liberazione, per troppi anni mi sono portato dentro un peso sullo stomaco.

La struttura del romanzo

Com’è strutturato il romanzo? Il libro è diviso in due parti. La prima è il racconto dell’avventura vissuta come tifosi. La seconda è tratta dal settimanale francese Paris Match, che quarant’anni fa ha pubblicato le foto dei morti dell’Heysel, immagini forti, autentiche, mai apparse in Italia, che possono essere un monito affinché certe azioni violente non si ripetano.

Un peso liberato

C’è qualcosa che non sei riuscito a scrivere? Credo di aver scritto tutto quello che avevo da dire, dopo quarant’anni ho imparato ad accettare i fatti di quella sera. Non sono andato alla ricerca di notizie, non avevo bisogno di fare una cronaca ma semplicemente di mettere nero su bianco la mia esperienza.

Il messaggio per i giovani

Cosa speri che possa provare un giovane tifoso leggendo il libro? La prima cosa che si deve capire è che non si può morire per una partita di calcio, è assurdo. Di recente sono andato allo stadio con mio figlio a vedere Udinese-Juventus: per me è stata un’emozione bellissima, di pace e di gioia, una partita di calcio deve essere questo.

Il momento degli scontri

Dove ti trovavi quando sono cominciati gli scontri? Nel settore Z, dove sono iniziati. Ricordo che è partito un razzo dalla curva juventina che ha attraversato tutto il campo e ha centrato la curva dove c’erano gli Hooligans, i tifosi del Liverpool. Prima di entrare allo stadio, avevamo deciso di mangiare qualcosa e quella decisione probabilmente ci ha salvato la vita in quanto, essendo arrivati per tempo, saremmo andati a sederci proprio sotto alla scalinata che sarebbe crollata qualche ora dopo.

Il crollo della gradinata

Cosa ricordi del crollo della gradinata? Io non ho visto il crollo e non ho visto i morti perché eravamo fuori dallo stadio quando è successo. Quando ci hanno fatto rientrare abbiamo saputo che c’erano stati dei morti, le voci dicevano due o tre oltre a qualche ferito. Noi tifosi eravamo tranquilli perché Scirea, il capitano della Juve, aveva annunciato che la partita si sarebbe giocata.

Giocare nonostante tutto

Cosa avete pensato quando avete sentito che la partita si sarebbe giocata lo stesso? È stata una cosa anomala, non c’era entusiasmo bensì un senso di rassegnazione. Io sono dell’idea che non si doveva giocare, e in ogni caso per me quella è una coppa insignificante perché non è stata vinta con la sportività giusta.

Un nuovo rapporto con il calcio

Com’è cambiato il modo di vedere il calcio dopo quella partita? Dopo quella sera ho sempre seguito il calcio ma le uniche partite che andavo a guardare erano quelle delle squadre locali come la Zumellese. Ho rimesso piede dentro uno stadio due anni e mezzo fa, con mio figlio Andrea siamo andati a Torino per vedere la Juve e il nuovo stadio Allianz.

Al momento il libro è disponibile presso le cartolerie Tempietto di Mel e Cartolandia di Santa Giustina e di Sedico.

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