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Il calcio bellunese

una fotografia dell'attualità

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In tanti si saranno posti la domanda: “Ma come è messo il calcio in provincia dopo quasi due anni di pandemia?”. Per dare una risposta al quesito incontro il delegato provinciale Figc, Orazio Zanin. Prima di questo incontro, debbo dire che personalmente pensavo ad una situazione quantomeno difficile, invece con l’esposizione dei numeri e nomi, da parte di Zanin, alla fine ne esce un quadro confortante.

Prima di addentrarci sul tema, una presentazione del mio interlocutore è d’obbligo visto il suo notevole curriculum sportivo. Di Santa Giustina, dopo aver svolto una parentesi agonistica, Zanin inizia nel 1976 come allenatore nel settore giovanile della Plavis dove rimarrà per ben 23 anni. Terminata questa esperienza, viste le sue qualità, viene chiamato a gestire quello del Sedico per circa 4 anni. Nel 2004 fonda la Giovanile Pizzocco che raggruppa quattro comuni e per due anni ne è il presidente, poi per altri nove svolge il ruolo di dirigente. Dal 2013 viene nominato dal presidente del Comitato regionale Veneto Figc Giuseppe Ruzza, delegato per la nostra provincia. Attualmente è al suo terzo mandato (ognuno è di un quadriennio).

La sua esposizione parte con il numero del movimento che è di circa 5000 tesserati (700 sono dirigenti) con 43 società che mettono in campo 210 squadre. Mi mette al corrente di varie novità, qualcuna dello scorso anno, ma la maggior parte dell’inizio di questa stagione.

Ormai è nota la fusione delle tre maggiori realtà militanti nella serie D (Belluno, Union S. Giorgio, Sedico e Union Feltre) sotto la denominazione Dolomiti Bellunesi. In Promozione sale la combattiva realtà del Fiori Barp Mas, mentre la novità è la fusione fra Cavarzano e Limana. In 1^ categoria troviamo ben cinque società iscritte (Schiara, Cadore, Alpago e Borgo Valbelluna) e la neonata Longarone/Alpina. Con ben 252 squadre a livello regionale suddivise in 18 gironi, la 2^ categoria vede le bellunesi inserite nel girone “T”. Zanin spiega che, da questa categoria a scendere, la gestione del movimento viene assegnata alle varie delegazioni provinciali. La 3^ categoria vede in lizza 16 formazioni dal Cadore al Feltrino con cinque novità: Valzoldana, Fortogna, Pedavena, Cavarzano/Limana e la nuova Plavis 20/21. Entrando ora nel Settore giovanile , risultano iscritte ben 16 società tra regionali e provinciali negli Juniores U19 e 1 negli Allievi U18. Ancora gli Allievi con 16 squadre e i Giovanissimi con 18 partecipano ai tornei Elite, regionali e provinciali. I Piccoli Amici (26 squadre),Primi Calci (28), Pulcini (37) ed Esordienti (28) formano l’attività di base, tutta provinciale, dove i tanti tecnici devono possedere il patentino, che acquisiscono tramite appositi corsi formativi organizzati dalla Figc sotto l’egida del Centro tecnico di Coverciano. Tutto il movimento viene coordinato dal nuovo responsabile delle attività di base provinciale Luca Perer.

Orazio Zanin sottolinea come prima della pandemia il settore giovanile provinciale contasse più di 2.500 tesserati, numeri che ci si augura vengano confermati nel post Covid. La Figcopera all’ interno delle scuole con una propria attività coordinata dal responsabile Claudio Dalla Palma e per le scuole calcio da Silvana Pizzolotto.

Anche il calcio femminile si ritaglia un suo importante spazio con la società Keralpen sia con la prima squadra che con la Primavera. L’elenco si conclude con il Calcio a 5 con cinque formazioni al via nelle varie categorie. Sempre attuali inoltre le Rappresentative giovanili; per quella Bellunese troviamo l’esperta responsabile ed ex calciatrice professionista Manuela Boito, che si incontrano in appositi tornei organizzati durante la stagione.

Concludiamo la nostra chiacchierata toccando l’argomento Giustizia sportiva e settore arbitrale (A.I.A.) le altre due branchie della movimento. La prima vede coinvolti ed impegnati l’avvocato Andrea Rui e Giuseppe Dal Pont. Gli arbitri invece, presieduti da Marco Cruder, contano nella sezione di Belluno una cinquantina di unità fra arbitri attivi ed osservatori. Questo settore è leggermente in difficoltà per l’abbandono di alcuni tesserati, ma con un’attenta politica di promozione anche nelle scuole si sta tentando di rimediare.

Al momento, dunque, il calcio provinciale sembra godere di buona salute almeno nei numeri. Con un grazie ed un doveroso e bene augurante in bocca al lupo, mi congedo da Orazio nella certezza che il suo operato, assieme ai suoi tanti collaboratori, porterà buoni frutti per la nostra gioventù ed in particolare per il calcio bellunese.

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